La nuova manovra economica italiana, giurano gli artefici della stessa, ridurrà significativamente anche le entrate delle classi dirigente e politica. Ma molti sembrano non credere a queste promesse troppo spesso non mantenute dai diversi governi succedutisi. Sta di fatto che, fra ottimismi forzati e irriducibili scetticismi, la recessione economica rischia di travolgere il paese che, secondo gli economisti italiani più autorevoli, sarebbe vittima non del mercato globale, ma di un’irresponsabile politica nazionale. Basti pensare che gli Stati Uniti, che contano circa 290 milioni di abitanti, presentano un Parlamento composto da 535 membri.
L’Italia, invece, che non è paragonabile a questo paese, con 57 milioni di abitanti circa, si permette il lusso di essere rappresentata da un organo legislativo costituito da ben 945 membri, ai quali si aggiungono un numero variabile di senatori a vita. Insomma, con il quadruplo della popolazione, gli Stati Uniti d’America risparmiano, rispetto al nostro paese, svariati milioni di euro che utilizzano per migliorare e arricchire la res publica. Ma esaminiamo più nel dettaglio gli sprechi perpetrati dai nostri rappresentanti istituzionali.
I costi degli apparati istituzionali – Secondo i sondaggi più accreditati la politica italiana costerebbe agli italiani ben 4 miliardi di euro all’anno. Si è visto, difatti, che soltanto per la Camera si spende più di un miliardo di euro annuo, una somma dieci volte più alta di quella dell’organo legislativo spagnolo, per non parlare delle somme elargite ai 278.000 mila consulenti. Ben 150.000 sarebbero le auto blu utilizzate, spesso anche per fini non istituzionali, assegnate, con tanto di autista e diversi lacchè. Il Quirinale, inoltre, conterebbe ben 2.158 dipendenti, un numero superiore 4 volte ai dipendenti di Buckingham Palace e della Casa Bianca, dove i dipendenti, tra cuochi, giardinieri e stagisti, risulterebbero solo 400. E pensare che in Irlanda il Presidente, con funzioni simili al Presidente del Consiglio italiano, abbia deciso di usufruire delle prestazioni di soli 12 impiegati. Alcuni raffronti, operati da un noto quotidiano nazionale e che riporto sotto, possono aiutare a rendere l’idea di come il parlamentare italiano costi alle tasche del cittadino ben 2.215 Euro al minuto.
Gli sprechi della politica italiana – Lo stipendio del più alto funzionario del Senato Americano ammonta a circa 118.000 Euro annui contro lo stipendio del segretario generale del Senato italiano che è di 485.000 Euro l’anno. Il governatore della California ha uno stipendio lordo annuo di 162.598 Euro mentre il governatore della Regione Puglia ne guadagna 226.631 e, mentre negli ultimi trent’anni le assenze dei senatori americani si sono ridotte del 3,1% quelle dei parlamentari italiani si sono elevate fino al 31,4%. Analogo discorso si può fare circa le innumerevoli agevolazioni riconosciute ai parlamentari italiani. Diversi sondaggi, tutti più o meno concordi tra loro, dichiarano che lo stipendio medio di un politico italiano è di circa 19.150 Euro mensile, con un fisso base di circa 9.980 al mese. I portaborse, carica ricoperta nella maggior parte dei casi da un familiare o comunque un conoscente stretto, guadagnano all’incirca 4.030 Euro al mese, mentre le indennità di carica sono passate da 335 a 6.455 Euro circa. Tutto esentasse naturalmente. Il resto è tutto gratis, dai viaggi in aereo, treno o nave, ai diversi tipi di assicurazione fino a arrivare a ogni tipo di svago, come piscine e palestre. Un'ultima cosa. I parlamentari percepiscono il trattamento pensionistico dopo 35 mesi di contributi, mentre i cittadini dopo 35 anni.
Maria Anna Filosa
WeWrite, anno II, n. 9, ottobre 2011






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