Messaggio

Come realizzare un orto sul balcone

Maria Anna Filosa Benessere
Stampa
(5 voti, media 3.40 di 5)
Share

Orto sul balconeLa bella stagione finalmente sta per arrivare e i cultori del pollice verde pensano a come si possa realizzare un orto fai da te sul proprio balcone di casa. Secondo gli esperti di giardinaggio, uno dei molti vantaggi di un orticello nostrano è sicuramente il fatto che lo stesso è meno invaso da parassiti e malattie rispetto ad un normale orto, per non parlare di come, mangiare un alimento naturale e non trattato possa arrecare dei benefici non solo alla propria salute, ma anche alle proprie tasche.

Frutta e verdura – Per poter lasciare spazio alle proprie verdure senza incidere drasticamente sull’estetica del proprio balcone, è necessario solamente collocare le piante da fiore sul fronte del balcone e lo spazio interno, invece, non direttamente visibile, cioè quello a ridosso dei muri, agli ortaggi in vaso. Infatti, molti ortaggi, prima di divenire tali, hanno belle foglie e bellissimi fiori, come ad esempio le zucchine o come, nel caso della frutta, le fragole. Un’idea sicuramente originale sarebbe quella di associare fiori a piante di frutta e verdura. Inoltre, pur essendo i vasi in terracotta migliori in fatto di traspirazione, quelli di plastica sono senza dubbio consigliati per poter piantare sul proprio terrazzo o balcone insalata e fragole, in quanto, in primavera o in estate qualche acquazzone può esserci e, pertanto, può presentarsi la necessità di poterli spostare in luoghi più asciutti.

Quali vasi scegliere – Inoltre non sono consigliabili vasi di piccolo diametro, in quanto portano ad uno spazio non ottimale. Anche per piante aromatiche singole come timo e menta meglio scegliere contenitori di forma rettangolare o quadrata da mettere in fila o serie. Ad esempio, per spezie perenni come rosmarino e salvia, è bene prevedere un vaso dedicato, in quanto rimarrà lì per diverso tempo prima di esplodere in tutto il suo splendore. Circa le dimensioni, sia per la lunghezza che per la larghezza sono consigliabili vasi almeno 40 cm per 40 cm, mentre importante rimane la scelta della profondità. Infatti, per le piante ad elevato sviluppo di fogliame come zucchine e pomodori sono consigliabili vasi profondi per non costringerle e, così, farle morire. La profondità, quindi, dovrebbe essere intorno ai 50 cm. In caso di terrazze, poi, si possono disporre anche cassoni di 1 metro per 1 metro che vengono ad essere una vera e propria aiuola, essendo slegate dalle scelte obbligate di monocultura dei piccoli vasetti.

Annaffiatura e concimazione – Alla terra in sacchi, va sicuramente preferita l’argilla o la ghiaietta sul fondo.  Secondo gli appassionati, al terriccio universale da giardinaggio è bene aggiungere anche un po’ di sabbia, in quanto gli ortaggi non tollerano un substrato di terra capace di trattenere a lungo l’acqua che deve, invece, poter drenare e, quindi, scorrere facilmente. La sabbia grossa soprattutto deve essere circa il 10% del totale. Inoltre, le piante devono ricevere un apporto di acqua in base alle loro dimensioni. È consigliabile non bagnarle mai a pioggia e versare l’acqua sul terreno, in modo tale da non creare alla pianta uno shock termico, come accadrebbe se la si innaffiasse direttamente sulle radici. È consigliabile, inoltre, innaffiare le piante dopo il tramonto, in quanto le piante vengono sollecitate e così hanno tutta la notte a disposizione per assorbire l’acqua, mentre al mattino presto buona parte dell’acqua evapora con il sole. Anche per quanto riguarda la concimazione, il discorso è delicato, in quanto la troppa concimazione finisce con il bruciare le radici. Un concime indicato da molti giardinieri, in quanto molto nutriente, è certamente quello di  lombrico. Sconsigliati i concimi liquidi, in quanto un dosaggio sbagliato potrebbe bruciare tutto. Per evitare, inoltre, che nelle grandi città le verdure assorbano le polveri sottili, si consiglia non solo di coprirle con un tessuto, ma anche di lavarle con bicarbonato di sodio una volta raccolte.

Maria Anna Filosa

WeWrite, anno III, n. 3, marzo 2012