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I codici d’onore, si sa, non sono solo semplici regole da adottare. Sono più simili a dei dogmi e, in questo senso, pochi sono più rigidi di quello nautico le cui norme, nel tempo, sono addirittura entrate nel vocabolario comune: quante volte, per esempio, durante una disfatta calcistica abbiamo sentito dire che “Il capitano è l’ultimo ad abbandonare la nave” per elogiarne l’impegno? Ecco, si vede che l’oramai celeberrimo Francesco Schettino, oltre a non conoscere bene il codice navale, non è neppure un grande appassionato di calcio. Ma, cari marinai, mai come nel caso Concordia vale il detto “l’eccezione che conferma la regola”: la storia dei grandi disastri navali, infatti, non racconta le codarde azioni di Schettini qualsiasi, bensì le gesta di persone che diventano eroi salvando vite ed entrando nel mito. Ed è a loro che va il nostro personale “inchino”.
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Graham Hill, designer di successo, combatte in maniera fantasiosa il consumismo e la conseguente tendenza allo shopping compulsivo. Parte da un assunto molto semplice: le cose che possiedi alla fine ti possiedono. La riflessione del designer non arriva alle estreme conseguenze ritratte dallo scrittore Chuck Palahniuk in Fight Club, ma tenta di indicare un altro modo di vivere. Hill propone di ridurre lo spazio vivibile, sacrificare i beni superflui senza rinunciare all’essenzialità. L’operazione è semplice: meno spazio disponibile porta ad accumulare un numero minore di cose e, di conseguenza, a risparmiare.
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Ogni estate, andando via, lascia, quasi come fosse una naturale scia del suo passare, i classici buoni propositi per la nuova stagione, molto simili a quelli che ci si propone, altrettanto comunemente, alla fine dell'anno solare. Ma questa estate ha scantonato, è uscita dal luogo comune della stagione spensierata e ridanciana che rappresenta nell'immaginario sociale odierno ed è invece stata l'estate livida e truce della crisi. Questa crisi che ha tolto il sorriso dal viso dei bambini, ha svuotato le navi, gli aerei, i treni e perfino le automobili dai vacanzieri, ha depauperato ulteriormente le tasche di tutti, anzi, di quasi tutti; insomma un'estate nera, scura come i volti televisivi che ne parlavano, tutti, ma proprio tutti, mesti e tristi a piangere lacrime mediatiche per la situazione del Paese che versa in una condizione, a quanto pare, mai così grave.
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Viaggiare non è solo partire - Intraprendere una crociera in internet, prenotare un volo pindarico, percorrere sul treno della tecnologia i codici binari che rendono possibile il dinamismo statico proprio della realtà virtuale. Attraverso i videogiochi visitiamo ogni sorta di tempo e di spazio, le piramidi dell'antico Egitto diventano camere del nostro appartamento nelle quali entrare e vivere quanto basta, fino a che non si ha voglia di uscirne. È un passo, un click. Come il fruscio che schiocca la pagina che cambia, dando spazio alla successiva. Gli scrittori portano a spasso i loro lettori per luoghi ed epoche reali, irreali, virtuali, resi tali dal risultato che le parole di questi signori sanno ottenere dalla fantasia e l'immaginazione umane, esempio chiaro e lampante di viaggio statico.
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