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Defenestration. Mobili in fuga.

Stefano Francillo
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DefenestrationIronia, libertà, oppure semplicemente un gesto provocatorio. Potete interpretarlo come meglio preferite, ma questo lavoro di urban art racchiude comunque al suo interno un forte significato simbolico. Defenestration è un’opera di design scultoreo creata da Brian Goggin, un artista come ce ne sono pochi, che infonde nelle sue creazioni una profonda ricerca nella storia, nel folklore e nell’ambiente stesso dei posti in cui si trova a lavorare.

Nelle sue opere c’è poesia che scorre quasi fluttuando tra quei corpi inanimati che modella, c’è intrigante concettualità, c’è la visione di un sogno che prende forma, c’è quanto pensiamo di più improbabile ad apparire di colpo estremamente plausibile.
Del suo artigianato artistico colpisce l’estrema attenzione per i dettagli e un versatile impiego dei materiali utilizzati, con il conseguente risultato che le sue creazioni assumono una propria identità personale.

Defenestration_HouseMobili in fugaDefenestration è una scultura murale realizzata nel 1997 con l’aiuto di un centinaio di volontari che hanno trasformato e riqualificato un fatiscente palazzo abbandonato di San Francisco in un vero e proprio pezzo di design urbano.
L’edificio in questione, all’angolo tra la 6th e Howard Street, ospita questa interessante quanto stravagante installazione in cui tavoli, sedie, armadi, sofà e orologi sono collocati sulle facciate del palazzo, spuntando dal cornicione e dalle finestre quasi a volersi tuffare, in fuga dalla loro originale quanto abituale collocazione. Ogni giorno questi oggetti sembrano animarsi riversandosi fuori dalle loro stanze, per camminare sulle pareti o per restare aggrappati ai davanzali o, meglio ancora,colti ad arrampicarsi sulle scale di emergenza per poi buttarsi giù dal tetto.

L’arte e la societàDefenestration può essere ritenuto un simbolo dell’amara esperienza economica affrontata dai membri del quartiere che, sommersi dai debiti e colpiti dalla disoccupazione, si sono sentiti improvvisamente “Defenestrati” dalla società. Questa opera di Goggin non vuole avere la presunzione di essere “Bella”; vuole essere quanto di più semplice e umano possibile ci sia scuotendo le coscienze, un risveglio di oggetti oppressi e immobili che acquistano consapevolezza e decidono di muoversi. Dal momento in cui Goggin ha ricevuto la sovvenzione da parte del National Endowment for The Arts, agenzia federale americana che offre supporto e fondi ai più promettenti progetti artistici, lo scultore ha impiegato circa un anno e mezzo per realizzare il progetto.

In Italia, rischio per suocere, mariti e mogli – Nel 1997 l’installazione mostrava 46 oggetti incastonati sull’edificio con l’acciaio. Parlando con l’autore di questa stravagante opera d’arte appare chiaro quanto sia affascinato dal nostro paese e quanto sarebbe entusiasta di portare questa singolare esperienza artistica anche da noi; Defenestration, in Italia, acquisterebbe un valore aggiunto proprio grazie alla qualità che contraddistingue i nostri complementi di arredo.
Pensandoci meglio, però, non posso non sorridere immaginando a cosa potrebbe accadere nel nostro paese: gran parte delle persone attaccherebbe volentieri suocere, mariti e mogli fuori dalla finestra tenendosi ben stretti in casa i cari, vecchi e fidati mobili.

Stefano Francillo


WeWrite, anno I, n. 1, gennaio 2010