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Home Società Energie Rinnovabili Energie Rinnovabili: risparmio possibile

Energie Rinnovabili: risparmio possibile

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Pannelli fotovoltaiciIl fotovoltaico, tecnologia essenziale per la produzione di energie rinnovabili, dovrebbe consentire una drastica riduzione dell'inquinamento dei sistemi di riscaldamento tradizionali e quindi diminuire la produzione di gas serra; a questi vantaggi viene associato il risparmio. Tutto ciò è vero o si tratta solo di una manipolazione intellettuale a vantaggio degli addetti ai lavori, o magari di una speranza non concretizzabile? Abbiamo chiesto chiarimenti riguardo i vantaggi ecologici ed economici a tre aziende del settore: Conergy, CPower e RomaEnergia. Per i dati relativi al risparmio economico abbiamo contattato l'Enea, Ente Nazionale di Energie per l'Ambiente.

Quanto si risparmia per casa, rispetto ai sistemi elettrici tradizionali? – Come spiega la Dott.ssa Francesca Ranier, responsabile della sezione comunicazione di RomaEnergia «Per ogni appartamento di 80 mq per 3-4 persone si sfruttano circa 3.500 kWh in energia elettrica (luce e gas), 3000 kWh di energia termica impiegati nel riscaldamento dell'acqua, 6.000 kWh di energia termica per impianti di riscaldamento dell'aria. Questo sfruttamento energetico implica l'emissione di 4 tonnellate di CO2 (anidride carbonica) all'anno, livello che dovrebbe poi, in teoria, essere bilanciato dalla piantumazione di ben 500 alberi, ovvero di un bosco esteso quanto un campo di calcio e mezzo, cioè 150 metri circa».

Tabella risparmio energetico

In pochissimo tempo dovremmo ricoprire di verde metropoli come Milano, Roma o Napoli, per riuscire a evitare l'inquinamento provocato dagli impianti domestici: una soluzione ben poco realistica. Un impianto fotovoltaico casalingo ha tre vantaggi principali, come ci spiega Valentina De Carlo, Corporate Comunications Manager di Conergy: «Non richiede costi di trasporti di energia, in quanto essa viene prodotta direttamente dall’impianto che reagisce alla luce solare: non è più necessario richiederla a una centrale esterna che la produce e la distribuisce; utilizza una risorsa inesauribile, ovvero il sole; diversamente dal combustibile fossile, per la cui estrazione sono richiesti costi di gran lunga maggiori ed è di non sempre facile reperibilità, il sole offre la sua energia sempre, eccetto di notte. Anche qui però il problema viene risolto: i sistemi fotovoltaici consentono l'accumulo di un surplus di energia utilizzabile in fase notturna; infine l'energia solare non inquina».

Il sistema fotovoltaico è così caratterizzato: posto l'appartamento di pari dimensioni e numero utenti del suddetto, con l'installazione di 2 kW di pannello fotovoltaico per la produzione di energia elettrica e di soli 2 mq di collettori solari per la produzione di acqua calda, la stessa famiglia ridurrebbe dell'80% i consumi elettrici e del 60% i consumi dovuti al riscaldamento dell'acqua sanitaria, emettendo ben 1,7 tonnellate di CO2 in meno (Francesca Ranier di RomaEnergia). In sintesi, dal punto di vista energetico, il risparmio di un impianto fotovoltaico di 2 kW, rispetto a un impianto tradizionale, è di circa 2600 kWh/anno. Dal punto di vista economico, il risparmio è di circa 2.496 euro all’anno.

Se l'energia solare non inquina, bisogna comunque ricordare che l'anidride carbonica emessa dall'impianto di riscaldamento è presente, ma in misura molto minore. È sufficiente piantare meno della metà degli alberi rispetto ai sistemi tradizionali per equilibrare l'emissione di CO2: circa 215, contro i 500 dei sistemi tradizionali.

Quali sono i vantaggi e le applicazioni del fotovoltaico? – Il fotovoltaico non produce alcuna combustione, quindi non emette nessun gas serra. Tecnicamente consiste in un pannello costruito in semiconduttori, il più utilizzato dei quali è il silicio.

Il pannello non fa altro che convertire l'energia solare in energia elettrica, ovvero corrente continua in corrente alternata per mezzo del cosiddetto “inverter”. Per concludere, è facilmente installabile e regolabile e, come spiega De Carlo di Conergy «Lo Stato offre incentivi di circa 0,40 euro per kWh». Va ricordato infine che in Italia il sistema fotovoltaico viene applicato con maggior diffusione sugli impianti domestici, piuttosto che sui capannoni industriali.

Quali sono i principali enti, pubblici e privati, che si aiutano il settore o si prefiggono l'utilizzo del fotovoltaico? – ContoEnergia è l'ente statale più importante che incentiva in particolare l'installazione residenziale. Gli altri supporti pubblici variano a seconda delle regioni. Quello che è certo è che, in particolare in Lombardia, Lazio, Piemonte e Veneto, «È un pullulare di bandi, regionali e comunali, che durano circa 2 mesi. Il gran fermento nel settore e le numerose iniziative hanno comunque portato enti privati, quali banche cooperative, a inserire una clausola di finanziamento specifica per il fotovoltaico, via mutuo» – ci chiarisce Valentina De Carlo, rappresentante di Conergy.

In ogni caso, sono due i finanziamenti statali principali destinati a chi utilizza il sistema fotovoltaico: la sovvenzione fornita da ContoEnergia è di circa 1.716 euro all'anno (in media, tra nord, centro e sud Italia) e, contemporaneamente, la bolletta dell'impianto fotovoltaico è notevolmente più bassa di quella pagata da chi sfrutta l'energia delle centrali (elettriche, solitamente): 780 euro all'anno.

Per concludere, la proposta e le applicazioni dei pannelli fotovoltaici sono attuali e ben organizzate e raggiungono tutti gli obiettivi posti da chi ricerca forme rinnovabili di energia: ecocompatibilità, risparmio energetico ed economico, flessibilità di funzione e duttilità di utilizzo.

Francesco Zennaro

WeWrite, anno I, n. 8, settembre 2010