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Milan Image Art Fair. A Milano la fotografia è un’Arte

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MIALa MIA (Milan Image Art Fair) si è svolta a Milano dal 13 al 15 maggio, ospitata dagli spazi espositivi di Superstudio Più, in via Tortona, inserita in una location di circa 8.000 metri quadrati, suddivisi in cinque padiglioni. Si è trattato di una grande novità per Milano. Più di una mostra, una vera e propria fiera d’arte fotografica aperta non solo ai semplici visitatori ma anche ai collezionisti, con la possibilità di acquisto delle opere dell’artista proposto da ogni espositore. La prima fiera milanese interamente dedicata alla fotografia nasce da un’idea del collezionista e curatore Fabio Castelli, il quale ha presieduto il comitato scientifico che si è occupato della selezione dei 230 espositori, per un totale di 194 artisti italiani e internazionali, provenienti da oltre venti Paesi.

Tra le maggiori novità, la presenza di uno stand dedicato per ognuno degli artisti presentati, i quali hanno potuto ricreare, all’interno dell’apposito spazio loro dedicato, una vera e propria mostra personale con l’esposizione di opere fotografiche di grande formato, da poter ammirare con tranquillità e con la possibilità di cogliere l’occasione di scambiare alcune parole con gli artisti stessi riguardo il loro percorso nell’ambito della fotografia e la loro visione artistica. Si scoprono così, ad esempio, i segreti del fotografo Francesco Padovani che utilizza particolari superfici riflettenti per la realizzazione delle proprie opere, volte a mostrare la possibilità e il desiderio di proteggere l’immagine femminile dalle frequenti aggressioni gratuite da parte di chi non fa altro che sfruttarla senza remore.

MIAMIA

Un’ulteriore novità è stata quella di dare a ogni visitatore la possibilità di creare gratuitamente il proprio catalogo personale della fiera, prelevando dagli stand degli artisti preferiti un opuscolo corredato delle immagini esposte e di informazioni sui fotografi stessi. Tra le opere più originali, non potevano non saltare all’occhio del visitatore le immagini realizzate da Daniela Edburg, dove il lavoro a maglia si trasforma in un’ossessione paradossale. Per quanto riguarda le possibilità offerte ai collezionisti, vi è stata quella di poter acquistare opere a partire da 1.000 euro, una cifra non elevatissima, se si parla di arte contemporanea − «con un occhio alla crisi», a detta degli organizzatori.

Le giornate dedicate alla fiera sono state accompagnate da una serie di eventi legati al mondo della fotografia, dell’arte e dell’editoria. Si sono infatti susseguiti workshop, lectio magistralis a cura di importanti autori e critici, tavole rotonde, incontri con gli artisti e presentazioni di libri. Tra gli argomenti principali trattati abbiamo la tutela del diritto d’autore nell’era delle nuove tecnologie, il futuro del libro fotografico, la fotografia per progetti umanitari e il collezionismo di fotografia.

Higgs Ocean è la serie fotografica dell’artista Andrea Galvani presentata durante l’omonima lectio magistralis, con l’intervento del critico d’arte Giorgio Verzotti e dei collezionisti Paolo Agliardi e Massimo Buffetti. Andrea Galvani ha raccontato il proprio progetto di ricerca, che lo ha spinto al largo delle Isole Svalbard nel Circolo Polare Artico. Le sue fotografie documentano il diramarsi verso l’infinito dell’energia luminosa raccolta ed accumulata, grazie a mezzi tecnologicamente avanzati, durante le poche ore di luce che interrompono la lunga notte artica. Le immagini realizzate non sono quindi fini a se stesse, ma si propongono come la sintesi di un processo complesso che ha visto interagire l’arte con il sapere scientifico in un progetto unico, avventuroso ed innovativo.

Milano ha aperto così le proprie porte verso il mondo dell’arte fotografica, un’arte basata spesso sulle tecnologie più avanzate, ma dove la creatività e le idee innovative la fanno da padrone. La Milan Image Art Fair ha attirato un numero strabiliante di visitatori, con 5.000 presenze alla sola giornata di inaugurazione, ed è riuscita ad attirare l’attenzione e l’interesse dei collezionisti, favorendo l’incontro tra gli artisti e il mercato dell’arte. Lo straordinario successo ha stupito e soddisfatto l’ideatore, gli organizzatori e il comitato scientifico, che si augurano di ottenere un risultato altrettanto positivo nel corso della prossima edizione.

Marta Albè

WeWrite, anno II, n. 6, giugno 2011