WeWrite

La rivista che ti ascolta

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.

    Cookie Policy

    Leggi ulteriori informazioni sulla e-Privacy Directive

Home Città Milano: la protesta degli sportivi di Via Cambini

Milano: la protesta degli sportivi di Via Cambini

E-mail Stampa PDF
(4 voti, media 5.00 di 5)

Piscina via Cambini - MilanoUna viuzza  a metà della ormai nota via Padova, ma questa volta le diverse etnie non c’entrano, i diritti disattesi sono quelli di cittadini della nostra città.
Era da tempo infatti che il malumore serpeggiava fra molti degli  utenti dell’impianto sportivo “Fossati” in via Cambini, 4. Ma, a detta dei medesimi, i prezzi contenuti e le agevolazioni concesse agli anziani, spingevano a tergiversare, accettando i frequenti disagi patiti: illuminazione inefficace, superficie inadeguata dei campi da tennis, spogliatoi privi di porte, impianti idrici difettosi.

Ora però la protesta esce allo scoperto, a seguito di palesi modifiche nella concessione degli abbonamenti, iniziando con un lettera e una raccolta di firme indirizzate alla Direzione dell’Ente e, se necessario, all’Assessore alla sport. Ciò che ha scoraggiato è stata la latitanza da parte dei diretti responsabili e la mancanza di un valido interlocutore, al di là dei sia pur gentili e inermi custodi del Centro sopracitato.

Piscina via Cambini - Milano (2)I nodi del contenzioso – Nel documento stilato, i referenti della mobilitazione evidenziano come fatto grave la perdita del diritto di prelazione, ossia della precedenza, nella stipula dell’abbonamento, per coloro che già fruiscono del medesimo. Questo causerebbe dei veri e propri happening notturni, con conseguenti diatribe, per aggiudicarsi l’iscrizione alla struttura. Altro fatto risibile l’aumento della quota oraria a 14 euro per gli abbonati, a fronte dei 12,50 pagati  dagli utenti occasionali. Come se non bastasse, vengono azzerati anche i piccoli sconti concessi ai pensionati, categoria che tanto beneficerebbe di una più intensa frequentazione del suddetto spazio sportivo e ricreativo. Tali restrizioni a livello economico, dettate quasi sicuramente da una carenza dei fondi pubblici erogati, non paiono però atte a produrre gli interventi tecnici indispensabili. Ciò eviterebbe la fatiscenza della struttura e, cosa più importante, l’applicazione delle basilari norme di sicurezza, come è stato richiesto senza esito, per quanto riguarda la copertura delle strutture metalliche presenti sui campi. Proprio recentemente si sarebbe verificato un incidente che ha spinto il malcapitato a intentare causa legale nei confronti della Milano Sport.

Usque tandem… abuteris patientia nostra? – I toni della protesta per ora appaiono estremamente garbati e fiduciosi, così come attiene all’habitus di autentici sportivi, sia pure amatoriali. Perché  essi rimangono tali, dipenderà dall’altrettanta cortesia che mostreranno gli amministratori comunali nel farsi carico tempestivamente delle legittime esigenze degli utenti dell’impianto di via Cambini.

Una attenzione che pare accendersi solo in prossimità delle festività natalizie, con l’invio di auguri che paiono avere il sapore della beffa, poiché tesi a una interessata captatio benevolentiae che lascia il tempo che trova.

Milano metropoli europea, non significa solo arte, moda e business ma, anche, migliore vivibilità da parte di coloro che la abitano e la rendono tale, fruendo delle strutture adeguate di cui la si saprà dotare.

Giuseppina Serafino

WeWrite, anno II, n.3, marzo 2011