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Home Città Poetica Mente: il preludio alla vita di Marco Zio

Poetica Mente: il preludio alla vita di Marco Zio

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Marco Zio - Poetica MenteIn occasione della presentazione di Poetica Mente (Chimera Editore), raccolta poetica d’esordio dello scrittore e giornalista Marco Zio, accorrono oltre cento persone, superando le aspettative degli organizzatori dell’evento. L’incontro ha luogo il 23 febbraio a Milano, in via Lomellina, in una delle sale della cooperativa “La Liberazione” e ha al proprio centro la lettura − da parte dell’attrice Cristina Ferrari, e non solo − e l’interpretazione dei testi presenti all’interno della raccolta, attraverso i preziosi interventi di Valerio Onida, presidente di “Città Costituzione”, e della scrittrice Cristina Fabris, occupatasi della stesura della prefazione alla raccolta.

I componimenti di Marco Zio, nato a Milano nel 1963, coprono un trentennio della sua vita, dalle “ribellioni” adolescenziali, ai difficili anni di una malattia che appare intenzionata a costringerlo ad abbandonare questa esistenza, fino ad una rinnovata speranza, grazie ad un trapianto che gli ha donato una nuova vita. Dai diversi interventi emerge la chiave di lettura di un’opera che giunge a toccare le corde più profonde dell’animo umano. All’interno della raccolta troviamo infatti poesie oscure, taglienti, disperate, che feriscono come pugnali, espressione di una disperazione viscerale, che l’autore si augura nessuno abbia mai provato, o possa mai provare. In una sorta di “ossimoro vivente” la parola poetica si presta ad essere percepita con tutti i sensi.

Parole profumate si combinano con parole oscure, alle quali si contrappongono le parole luminose e chiare dei testi più recenti, legati alla rinascita del poeta.

Valerio Onida ci guida a scoprire le tematiche principali della raccolta, tra le quali emergono con forza il desiderio di entrare in comunicazione con gli altri, i rapporti amorosi ed affettivi e la passione politica, che accompagna Marco Zio fin da giovane e della quale egli cerca di mettere in risalto non solo gli aspetti positivi, ma anche i molti aspetti negativi, dai quali emerge una visione pessimistica della stessa, legata all’impressione che la discussione attorno ad argomenti politici si trasformi il più delle volte in una logomachia, cioè in una logorante ed insensata battaglia di parole.

La parte conclusiva della presentazione vede l’intervento diretto dell’autore, che presenta la propria opera come un iniziale preludio alla morte, che si è fortunatamente in seguito trasformato in un preludio alla vita, ad una nuova vita, che lo vede profondamente cambiato dopo il superamento della malattia. Ha potuto accantonare almeno per un attimo l’estremo pudore che lo spingeva a scrivere in segreto, a nascondere le proprie carte, in modo che nessuno potesse entrare in contatto con la dimensione più intima della propria interiorità. Come emerge dalle parole di Cristina Fabris, che per prima ha avuto l’onore di leggere gli scritti dell’autore, a Poetica Mente è necessario avvicinarsi con estrema cautela e con molto tatto, come ad uno scrigno prezioso ed estremamente personale, ricco di quelle emozioni potenti che hanno scatenato il lungo ed accorato, oltre che estremamente meritato, applauso finale del pubblico, certamente colpito dalla forza e dall’eleganza espresse da Marco Zio in persona e, per estensione, dalle sue poesie.


Cinque domande a Marco Zio

1) Ricordi la tua prima poesia e a quali emozioni essa era legata?

“Miraggio”. La sola poesia adolescenziale inserita nel libro e scritta a sedici anni. Proiettato in un mondo di adulti, ma ancor bambino, mi sentivo inadeguato e perso. Timido ma non introverso, celavo le mie paure e scrivendo quella poesia (e le molte successive) ho cercato uno sfogo ma anche una soluzione senza “disturbare” nessuno.


2) Cosa ti ha spinto a scegliere proprio la poesia come forma di espressione, fin da giovanissimo?

A questa domanda è davvero facile rispondere; più difficile sintetizzare. Facevo politica, parlavo molto e spesso, avevo una enormità di quasi amici, poco tempo per me, per gli affetti veri e per coltivare la mia passione, la lettura. Dai tempi del liceo classico non ho mai smesso di leggere e ho amato quasi morbosamente poeti quali Campana (in primis), Rimbaud e Foscolo. Poi la scoperta di Neruda, la rilettura della Divina Commedia, l’amicizia con Francesco Leonetti. Allora ho capito che la poesia è arte. Una parola è come un tratto di pennello su una tela, esistono tinte e stili differenti, ognuno affascinante ed emozionante. La poesia ermetica, che ho amato da sempre, è programmaticamente estranea al discorso logico e ideologico; ripeto: arte. Io non credo ci siano artisti scadenti ma solo artisti che non piacciono, che al singolo non arrivano. E i poeti che non pubblicano spesso sono una risorsa culturale straordinaria.


3) Scrivere ha costituito per te una sorta di terapia e/o di sfogo durante il duro periodo della malattia?

No. La malattia in realtà mi ha accompagnato per circa trent’anni e solo negli ultimi tre è esplosa. La mia angoscia era enorme, la morte era prossima e non vedevo l’ora di abbracciarla. Paradossalmente, non avevo più bisogno di scrivere: non potevo più nascondere (e nascondermi) la sofferenza, il disagio, la paura. Certo, ho continuato a scrivere, ma sono veramente poche le poesie scritte negli ultimi due anni presenti nel libro, una ventina.


4) Dove è possibile acquistare Poetica Mente?

A oggi, Poetica Mente è acquistabile solo alle edicole di via Oglio, piazza Ovidio, via Facchinetti, Viale Campania angolo Corsica, alla libreria Hoepli e naturalmente anche sul sito di Chimera Editore all’indirizzo http://www.idstudio.it/chimera_editore/scheda_libro.asp?ID=133. Dall’inizio del mese sarà nelle principali librerie ma anche se il vostro libraio di fiducia non lo avesse, può sempre procurarvelo.


5) Hai in programma nuove pubblicazioni?

Certamente sì. Ho la fortuna di aver incontrato un editore pazzo, eclettico, originale e creativo: Raimondo Santucci. E ci siamo piaciuti. Chimera Editore non ha quasi mai operato nell’ambito della narrativa, sebbene il padre di Raimondo, Luigi Santucci, sia stato uno dei massimi scrittori e poeti del‘900. A ottobre uscirà Meno male che c’é C sa!!!, un romanzo dialogato dove in un intreccio di trame ironiche e divertenti si parlerà di tematiche sociali a cui tengo molto, dal disagio giovanile al rapporto genitori figli, dalla spiritualità all’importanza della donazione d’organi. Sarà un testo davvero “colorato” che si contrappone al bianco e nero di Poeticamente. Nel 2012 usciranno Mente Poetica e Gente e genti di Milano una sorta di interviste raccontate da me realizzate nei sette anni passati a fare il giornalista di cronaca cittadina.

Marta Albè

WeWrite, anno II, n. 3, marzo 2011