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Volontariato a Milano

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Volontariato a MilanoUna metropoli anonima, frenetica, troppo  ripiegata su stessa, dove le parole «Non ho tempo» sono all'ordine del giorno. Questa sembra Milano, ad alcuni che la frequentano e ne respirano l'intima essenza. Sempre più numerosi, invece, sono coloro che si adoperano per alleviare i disagi delle categorie sociali più deboli, alimentando in maniera significativa le nutrite schiere di associazioni di volontariato in essa presenti.

Il volontariato, come lo conosciamo oggi, si sviluppa a partire dall'Ottocento e all'inizio del Novecento; i primi gruppi di volontari agivano per fornire risposte a drammatici bisogni di quel periodo. Il Terzo Settore comprende le organizzazioni del "privato sociale", cosiddette “no profit” e che si distinguono sia dalle organizzazioni "pubbliche" tradizionali, sia dalle imprese "private" che rispondono alla logica del profitto.


A Milano, in piazza Castello, 3 è appena sorta l’Università del Volontariato da un’iniziativa di Ciessevi (Centro servizi per il volontariato nella provincia di Milano) e dai suoi partner – università, enti locali, centri di ricerca, imprese, associazioni.
«L’idea di costituire un’Università del volontariato è nata due anni fa – dice Lino Lacagnina, Presidente di Ciessevi – . E da allora abbiamo raccolto spunti, indicazioni ed elementi che potessero aiutarci a proporre un modello di scuola che fosse il più vicino possibile alle esigenze ma anche alle disponibilità, agli interessi, al “tempo” dei volontari e delle organizzazioni ». L’obiettivo dell’Università del volontariato è di strutturare e sistematizzare i corsi di formazione aperti a tutti e, accanto, di preparare i volontari in modo articolato e approfondito. «Non si può pensare che un’associazione di volontariato sia basata soltanto su uno spontaneismo di tipo emozionale – spiega l’economista Stefano Zamagni, intervenuto alla presentazione.

L’Università del Volontariato è co-finanziata da risorse economiche del Fondo speciale del Volontariato, da un contributo del Comune di Milano, dalle quote di iscrizione dei corsisti e dall'apporto di docenti pro bono dei numerosi enti partner. Essa è il punto di arrivo di 15 anni di lavoro di formazione di Ciessevi , è anche il primo progetto della futura “Voce”, la Casa del Volontariato che sorgerà in via Monte Grappa 6/A, nel capoluogo meneghino.

C’è la crisi, il volontariato cambia pelle e diventa “mordi e fuggi”. Questo è uno dei risultati che emerge dall’edizione 2012 della ricerca dal titolo “Il volontariato a Milano e provincia nel 2010. Una risorsa per l’innovazione sociale”. Si tratta dell’annuale rapporto del Centro servizi per il volontariato nella provincia di Milano, curato dal ricercatore Sebastiano Citroni, che fotografa l’attività delle 899 organizzazioni di volontariato (Odv) iscritte al registro.

Secondo le organizzazioni di Milano e provincia, aumenta (+ 19,6%, da 11.791 nel 2009 a 14.676 nel 2010) il numero di coloro che si impegnano saltuariamente, mentre diminuisce (14,3%, da 30.077 del 2009 a 26.307 del 2010) il numero di persone che fanno attività “sistematica”. Scende anche (2,1%, da 41.868 del 2009 a 40.983 del 2010) il numero complessivo dei volontari nelle organizzazione attive sul territorio. Il numero dei cosiddetti “saltuari” è pari al 35,8% del totale dei volontari. Se però a livello nazionale chi svolge attività sistematica dedica in media 5 ore alla settimana, tale numero scende a 3,3 ore a livello di Milano a provincia.

Le cinque principali aree di intervento delle Odv sono l’ambito sociale (48,2%, con 562 mila utenti), quello sanitario (30,2%, con 715 mila utenti), culturale (7,4%, con 65 mila utenti), ricreazione e tempo libero (6,9%, con 9 mila utenti) e istruzione, formazione e ricerca (6,3%, con 13 mila utenti).

C’è da osservare, inoltre, che il 19,3% di tutte le Odv della Lombardia opera in Provincia di Milano, di queste ultime il 42,3% nel solo Comune di Milano.

Volontariato a Milano - Opera San Francesco

Per quanto riguarda l’identikit dei volontari c’è da rilevare un calo (-5%) nella fascia di età dai 55 ai 64 anni e una crescita (+16%) dei giovani al di sotto dei 30 anni, mentre si mantiene stabile il numero di coloro che s’impegnano nell’azione volontaria in una fascia di età fra i 31-54 anni e sono pari al 34% del totale. «Quest’ultimo dato è positivo e incoraggiante –  afferma Lacagnina – L’aumento della partecipazione dei giovani è un segnale che fa ben sperare per il futuro». La distribuzione delle ODV per settori di attività, vede la netta prevalenza delle associazioni attive nel settore sociale (già "assistenza sociale") seguito, a buona distanza dal settore sanitario. Si rileva il progressivo venir meno delle organizzazioni "tuttofare". Le principali attività delle ODV impegnate nel settore sociale sono: accoglienza in case-famiglia, ascolto telefonico, assistenza ospedaliera, attività nei centri diurni, segretariato sociale, servizio mensa.Le mansioni a cui si dedicano, invece, le ODV del settore sanitario sono:donazione di sangue, di organi; soccorso e trasporto di malati. Il Terzo settore per numero di associazioni di volontariato nelle provincia di Milano è quello culturale, con 63 organizzazioni nel complesso, pari al 7,4 % del totale dellle ODV censite.

«Questa edizione 2012 della nostra ricerca – conclude  Lacagnina – mostra l’impegno quotidiano e i molteplici sforzi sostenuti dal volontariato milanese, il quale si trova a fronteggiare una crescente domanda di aiuto anche se con risorse calanti. Eppure, nonostante continui a non vedersi riconosciuto il ruolo di protagonista che gli spetterebbe di diritto, non si arrende e prosegue nella sua costruzione di una città e di cittadini più solidali e responsabili». 

La Giunta del Comune, il 28 /12/2012 , ha approvato 550.000 euro di contributi destinati alle realtà del Terzo settore che operano sul territorio della città di Milano, affiancando e integrando l’attività dell’Amministrazione. Le finalità sono: sostenere e provvedere ai più poveri e disagiati, attraverso l’attività e i progetti di enti ed associazioni che si occupano di malati terminali, anziani, disabili sensoriali e persone in stato di grave emarginazione. Diciannove risultano le realtà beneficiatarie tra cui Vidas, Opera Cardinal Ferrari, Fondazione Casa della Carità, Banco Alimentare della Lombardia, Ente Nazionale Sordi, Associazione Comunità suore poverelle onlus.

Per concludere, allo scopo di comprendere la reale portata del fenomeno, oggetto di ricerca, è opportuno riportare la seguente considerazione emersa: "Il volontariato, se è autentico, è portatore di una nuova cultura che può contribuire a cambiare la società".

Giuseppina Serafino

WeWrite, anno IV, n. 1, gennaio 2013