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Lavoro a New York: come fare per trasferirsi nella Grande Mela

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Vivere e trasferirsi a New York è un sogno per molti italiani. Trovare un lavoro nella Grande Mela rischia di diventare un incubo.
L’ostacolo più difficile è rappresentato dal visto. In seconda posizione la ricerca vera e propria di un’occupazione. Con un’avvertenza: senza un lavoro non sarà possibile ottenere un visto. Senza visto non si ottiene un lavoro. Come uscire dall’impasse?

New York è una città dove le opportunità lavorative non mancano. La crisi si sente ancora, ma meno che in Italia. Non è difficile trovare annunci affissi sulle vetrine dei ristoranti, dei fast food, dei negozi. Per chi parte dall’Italia, alcuni siti web sono una tappa obbligata per un lavoro a New York. Monster (http://www.monster.com) è il principale canale utilizzato negli Stati Uniti per la pubblicazione di annunci di lavoro on line. New York Jobs (http://www.newyorkjobs.com/), Manhattan Jobs (http://www.manhattanjobs.com/) e New York Job by Source (http://nyjobsource.com/) raccolgono annunci di lavoro per la sola città di New York. 50 State Jobs (http://50statejobs.com/) è invece geograficamente meno restrittivo.

Consiglio: utilizzate nelle chiavi di ricerca la parola “Italian”. Troverete annunci che hanno attinenza con l’Italia. Spesso si tratterà di competenze linguistiche necessarie per ricoprire il ruolo. Per voi sarà più semplice ottenere il lavoro se tra i requisiti è richiesto l’italiano come lingua madre. È un punto importante: le aziende americane devono “sponsorizzare” i non residenti, dando il via alle pratiche per farvi ottenere il permesso di lavoro e dimostrando di dover fare affidamento a personale non statunitense per le mansioni indicate nell’annuncio. Senza sponsorship, negli Stati Uniti non si rimane. Anche cercare tra aziende italiane a New York può risultare più redditizio. Spesso sono più propense ad assumere personale italiano.

Little Italy - New YorkTimes Square - New YorkUfficio Registro - New York

Se avete un piccolo capitale da investire, non avrete difficoltà ad aprire scuole di cucina, di italiano o attinenti al settore della moda (dal negozio alla sartoria), attività per le quali negli Stati Uniti gli italiani sono particolarmente considerati. In questo caso suggeriamo di entrare nel Paese con un visto B1 (un visto per business, che dura sei mesi) e successivamente richiedere un visto E1 o E2, rispettivamente un visto non immigrante per il commercio e un visto non immigrante per investimento.

Data la difficoltà nel trovare un lavoro a New York, molti decidono di partire seguendo un corso e successivamente trovare un lavoro in loco. Il visto F-1 non autorizza a lavorare ma è rilasciato a studenti a tempo pieno. Il vantaggio è che i possessori di questo visto possono rimanere negli Stati Uniti per un altro anno e lavorare sotto un optional practical training, purché non si rimanga disoccupati per più di novanta giorni.

Il sito web ufficiale del governo americano per l’immigrazione (http://www.usimmigrationsupport.org/) presenta le informazioni relative ai visti. La richiesta di un visto può costare più di 5.000 dollari tra tasse e parcelle legali, qualora si decida di farsi assistere da un avvocato, mentre il processo burocratico va dai tre ai cinque mesi.

Ultimi consigli: cercate di ottenere una certificazione per la conoscenza della lingua inglese. Il TOEFL potrà diventare il vostro migliore amico per la ricerca di lavoro a New York. E puntate sul networking, in rete e non. LinkedIn, il social network professionale, è molto più usato che in Italia per le ricerche di personale. Conoscere qualcuno sul posto potrà darvi una base di appoggio da cui partire con la ricerca.

La tenacia sarà in ogni caso la qualità indispensabile per realizzare il vostro personale sogno americano.

Ivan Libero Lino

WeWrite, anno II, n. 3, marzo 2011