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Natale in Giappone

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Il periodo natalizio comincia ai primi di novembre, non lo sapevate? Ma solo in Giappone.
È infatti nel Paese del Sol Levante che, subito dopo le celebrazioni per Halloween, ci si prepara a quelle per il Natale. Luminarie, decorazioni nei negozi e menù a tema cominciano a emergere nei vari caffè o ristoranti già durante la prima settimana di novembre. Che dire poi dei centri commerciali e dei grandi magazzini, se non che sono il trionfo del Natale, inteso naturalmente come punto massimo di commercializzazione?

Il Natale è in Giappone una festa fatta per vendere e ci mancherebbe altro, tutti lo sanno e nessuno ha la pretesa che sia qualcos'altro. Però, nonostante la grande superficialità dell'evento o forse proprio grazie a essa, grazie ai lustrini, agli alberi e ai colori, paradossalmente si riesce comunque a creare una certa atmosfera di festa, dove la religione è completamente assente.  Abitando in Giappone da quasi una decina di anni però, una sinistra e triste impressione si impossessa di me ogni anno a dicembre,  cioè che non ci sia poi questa grande differenza tra il Natale italiano e quello giapponese...

Che si fa per Natale in Giappone?Si lavora, naturalmente! Non essendo una giornata festiva, il 25 lo si passa in ufficio o sul posto di lavoro come un qualsiasi altro giorno. La sera del 24, però, è quasi d'obbligo per fidanzati o coppie andare al ristorante per una cenetta romantica, i migliori ristoranti sono già tutti prenotati da un mese prima, anche se i costi sono davvero considerevoli.

kagamimochikagamimochiNatale in GiapponeAlbero di Natale in Giappone

Il 26 comincia già lo smantellamento del Natale, niente più alberi, via le decorazioni a tema e si comincia a preparare per quella che è probabilmente la festività più sentita e importante del paese, Oshougatsu, cioè il Capodanno.

In attesa di questo evento si posizionano in varie parti della casa i kagami-mochi, due dolci di riso quasi sferici con sopra un agrume giapponese. Il 30 e il 31 in famiglia si preparano una serie di piatti speciali, denominati Osechi-ryōri, pietanze che verranno consumate nei primi giorni dell'anno, quando la famiglia si riunirà al completo per passare il periodo di festa.  La notte del 31 niente festa in piazza o fuochi d'artificio, si attende il nuovo anno in famiglia oppure al tempio buddista, dove viene suonata la campana per 108 volte, numero che simboleggia i peccati presenti nell'animo umano, per purificarsi da essi e affrontare così il nuovo anno.

Alcune persone nella notte si recano in luoghi naturali particolarmente atti a vedere il sorgere del primo sole del nuovo anno, un gesto augurale che ci suggerisce come ancora lo spirito giapponese sia molto legato alla terra e al passaggio delle stagioni. Il primo gennaio, di prima mattina, oppure anche nei giorni seguenti, ci si reca al santuario shintoista per pregare (hatsumode), un altro gesto di buon auspicio con cui aprire l'anno e affrontare così in serenità un nuovo periodo della propria vita. Allo stesso tempo, il primo gennaio si assistono a scene quasi di follia quando i grandi magazzini e centri commerciali aprono la stagione dei saldi e sono letteralmente presi d'assalto da orde di fameliche casalinghe.

Matteo Boscarol

WeWrite, anno I, n. 11, dicembre 2010