Proviamo a fingere, per un attimo, di non essere in noi, e che il nostro corpo fisico non ci appartenga e non ci riguardi più; solleviamocene al di fuori, aleggiamo nell'aria, e viriamo liberi, senza direzioni, decollando verso ciò che è insieme sublimazione e delirio, trionfo e disfatta: perché è questo, più o meno, ciò che ci propongono di fare i Mastodon con "Crack the Skye" (2009).
Per chi non avesse ben presenti i quattro, incredibili musicisti di Atlanta, un rapido sunto: entrati a far parte a pieno titolo, con l'esordio "Remission" (2003), della scena "metal" - termine, ahimè, vaghissimo e stantio - americana e mondiale, i nostri vi si sono presto affermati come una delle formazioni egemoni; ulteriormente acclamati dalla critica e dal pubblico grazie alle gemme "Leviathan" (2004) e "Blood Mountain" (2006), da pochi mesi a questa parte sono approdati al loro quarto album di studio, per l'appunto "Crack the Skye".





