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Integrazione: il no profit arriva dove non arriva la politica?

Ivan Libero Lino
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Immigrazione e integrazione sono al centro del dibattito istituzionale, ma le dichiarazioni faticano a tradursi in politiche e interventi operativi. Le associazioni no profit lavorano giorno per giorno a contatto con il territorio.
Per capire chi sono e cosa fanno, parliamo oggi con Mariangela Simini, Presidentessa dell’Associazione Luisa Berardi, uno dei punti di riferimento nei quartieri popolari di Molise-Calvairate a Milano.


Buongiorno Mariangela. Entriamo subito nel vivo. Cosa fate e in che modo operate?
Ci occupiamo di minori e famiglie, italiane e straniere, con attività di sostegno scolastico e relazionale, tempo libero, spazi e incontri per mamme e bimbi. Un’attenzione particolare è data all’accoglienza dei bambini, dei ragazzi, delle donne di recente immigrazione, nella consapevolezza che i primi tempi del progetto migratorio siano cruciali per l’integrazione. Nel nostro caso poi, il più grande insediamento di case popolari di Milano, con un’alta percentuale e varietà di migranti, ci è sembrata una scelta obbligata per migliorare la coesione sociale nel quartiere.

Mi corregga se sbaglio. Nata nel 1995, l’associazione conta oggi più di 180 soci e 50 volontari. Quanti sono i ragazzi che aiutate e qual è la loro composizione in termini di  numero, provenienza ed età?
A settembre 2009 abbiamo inserito nelle attività di doposcuola per medie e superiori 33 ragazzi italiani e stranieri dai 12 ai 16 anni. Durante le attività estive abbiamo invece raggiunto i 70 iscritti.
Molti dei ragazzi “stranieri” sono nati in Italia, potenziali cittadini di domani. La provenienza delle famiglie di origine è estremamente variegata e va dal Marocco all’Ucraina, dall’Ecuador alle Filippine.

Attraverso quali canali avete raggiunto questi risultati?
In genere funziona il passaparola, ma spesso sono gli insegnanti stessi a segnalare il nostro servizio.
Non tutti hanno però ben chiaro cosa facciamo. I primi tempi, quando la sede era presso la parrocchia di S. Pio V, i genitori telefonavano chiedendo dell’Oratorio. Forse dovremo investire di più in comunicazione.

Come viene percepita l’associazione dagli abitanti del quartiere?
Abbiamo sempre cercato di stabilire buoni rapporti con il vicinato e credo che sia uno dei risultati parzialmente raggiunti.
In genere nei nostri confronti non c’è ostilità o diffidenza, cosa che purtroppo invece si percepisce intensamente e frequentemente nelle relazioni di vicinato tra italiani e stranieri, tra gli abitanti delle case residenziali limitrofe e i caseggiati ALER  (case popolari in Lombardia  [ndr]), tra negozianti e residenti. Del resto la ricerca di un capro espiatorio è prassi consolidata dei tempi difficili, cioè, secondo me, di sempre, e gli ultimi arrivati, i più poveri, i diversi, rappresentano adeguatamente un bersaglio.

Madre Teresa diceva di aver scelto il nome di santa Teresa di Lisieux perché aveva «fatto cose ordinarie con straordinario amore». Cosa ne pensa? Chi sono i volontari oggi?
Penso che l’esempio citato, bellissimo, sia forse un po’ troppo alto per rappresentarci in quanto sono/siamo ben lontani dalla santità.
Più semplicemente, penso che una buona e realistica immagine di un volontariato sano, oggi, sia quella di persone normali che fanno cose assolutamente normali, senza ritenersi salvatori eccelsi, unici e insostituibili, vivendo  il piacere di dare qualcosa di sé e del proprio tempo e ricevere, in cambio, quella ricchezza inestimabile che  è la relazione con l’altro. Attraverso queste relazioni disinteressate si impara molto su di noi, sulle nostre risorse, sui nostri limiti, sulle nostre fragilità.
Personalmente credo di avere ricevuto molto di più di quanto abbia dato.

Per mettersi in contatto, sostenere o chiedere informazioni:
Associazione Luisa Berardi Onlus
Sede Operativa : Via Degli Etruschi 5  20137 Milano (MI)
Sede Legale :Via Lattanzio 60  20137 Milano (MI)
Tel: 328 6241767
e-mail Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
sito web www.berardivolontari.net


Ivan Libero Lino

 

WeWrite, anno I, n. 1, gennaio 2010