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Liberté, égalité, fraternité

Ivan Libero Lino
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L. si unì alla folla perché aveva fame.
I più esagitati ostentavano fogli ciclostilati agitandoli come un cartellino rosso, i professionisti degli scioperi urlavano vecchi slogan in megafoni arrugginiti, i più giovani volevano soltanto evitare l’interrogazione su La Pioggia nel Pineto. Davanti all’entrata di Palazzo di Giustizia le guardie mantenevano i manifestanti dietro il cordone rosso.

Quando Mr. Veneratissimo si affacciò al balcone e promise l’eliminazione delle tasse sul lavoro, la folla si fece fan. A qualche donna si strappò l’elastico delle mutande dalla gioia.

In un angolo della piazza, davanti a uno sparuto gruppo di bambini che non parlavano italiano, un cantastorie raccontava in cambio di pochi spiccioli di una rivoluzione arrestatasi  alla prima panetteria incontrata sulla strada.


Ivan Libero Lino