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Scuola di gomme

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Scuola di gommeSe vi dovesse capitare di viaggiare tra Gerusalemme e Gerico non potreste fare a meno di notarla: è la scuola di gomme, un complesso di edifici per un totale di 350 metri quadrati di superficie, interamente realizzati utilizzando pneumatici usati. È così che ad Al Khan Al Ahmar i figli delle tribù di beduini hanno oggi un luogo dove poter crescere e studiare.


Un progetto tutto italiano – Promossa da Vento di Terra Onlus, la scuola di gomme è un progetto interamente italiano sviluppato da Arcò, un gruppo che riunisce giovani ingegneri e architetti che condividono la visione dell’architettura come un modo per risolvere problemi contingenti attraverso un approccio sensibile della realtà. Una sostenibilità sociale che si manifesta attraverso l’utilizzo di tecniche differenti in base allo specifico luogo in cui viene realizzato un intervento, avendo come obiettivo la possibilità da parte degli abitanti di autocostruire anche in senso economico, attraverso la scelta di tecniche volte al riciclaggio e all’uso di materiali poveri presenti sul posto.

Zoom - Scuola di gommePerché le gomme? – È dalla voce di Diego Torriani, uno dei membri fondatori di Arcò, che apprendiamo come la scuola di gomme nasca dalla necessità di realizzare un edificio di natura temporanea, in ottemperanza alla legislazione israeliana che in quell’area desertica impedisce la costruzione di strutture stabili. Così, di fianco ai villaggi di beduini fatti di baracche di lamiera e legno, nasce la prima struttura a isolamento termico in grado di garantire una temperatura relativamente stabile sia durante le roventi estati che nel corso del rigido inverno. «Le gomme – ha spiegato Torriani in una recente intervista a Radio 24 – si trovano un po’ ovunque in Palestina, così con l’aiuto dei beduini sono state raccolte e riempite di terra, impilate una sopra l’altra, consentendo di costruire i muri in grado di reggere il tetto in legno e lamiera isolata». Nata in New Mexico con le earthship di Michael Reynolds, la tecnica delle gomme è stata qui per la prima volta utilizzata per la realizzazione di una scuola, reinterpretata da Arcò in chiave sociale.

Un progetto essenziale – La scelta delle gomme è stata il risultato dei vincoli cui il progetto è dovuto sottostare. Vincoli relativi alle strutture stabili basate sull’uso di cemento e fondazioni tradizionali, come detto; ma anche vincoli più strettamente collegati al budget ridotto, ai tempi di realizzazione, e alla necessità di utilizzare manodopera di lavoratori non professionisti. Con l’utilizzo di 2.200 gomme, beduini e italiani insieme hanno così realizzato la struttura in due settimane. Il progetto, che ha poi ricevuto nuovi fondi, è stato realizzato con un costo complessivo di 82.000 euro, la maggior parte dei quali utilizzati per la realizzazione dei pavimenti, degli interni e dell’impianto fotovoltaico, in grado di garantire l’illuminazione. Grazie a questo lavoro settanta bambini ogni giorno frequentano la scuola.

Non un’oasi nel deserto – Se vi dovesse capitare di viaggiare tra Gerusalemme e Gerico vedreste certamente la scuola di gomme. Ma non è un’oasi in mezzo al deserto. Arcò, sempre insieme a Vento di Terra Onlus, è infatti nuovamente impegnata in un progetto che, in continuità con il precedente, è mirato alla ristrutturazione di una struttura esistente. Sempre una scuola. Sempre per le popolazioni di beduini che abitano il deserto. Una ristrutturazione che, attraverso pannelli termoisolanti removibili, è destinata a migliorare la vivibilità degli ambienti, senza stravolgere la tradizione locale, anzi preservando le caratteristiche architettoniche originarie; garantendo così ad altri bambini migliori condizioni di vita quotidiane, rispettando e salvaguardando la cultura locale.


Olivier Gasperoni

WeWrite, anno I, n. 8, settembre 2010