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Home Società Libri: Customer Parade - Una classifica semi-seria

Libri: Customer Parade - Una classifica semi-seria

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Libri: customer paradeLeggo ovunque che gli italiani non leggono. O meglio, per il Censis (dati 2009) solo il 56,5% considera la lettura un’importante e, perché no, piacevole attività quotidiana. Beh, più della metà, pensavo peggio! Alt! In questa statistica risulta “lettore” anche chi in un anno ha letto un solo libro, magari pure costretto da un insegnante, se si tratta di giovani web-videogame-TV dipendenti. Ho pensato di prendere in mano questa statistica e di unirla al mio lavoro per una importante libreria del centro di Milano. Scopo dell’esperimento? Capire quali titoli e generi vadano per la maggiore, in una città culturalmente vivace, quantomeno rispetto agli standard, e, soprattutto, tracciare una panoramica (e già che c’ero, una classifica semiseria, a cavallo tra Severgnini e il Nick Hornby di Alta Fedeltà) dei più esilaranti clienti-tipo che ho incontrato in questi mesi di lavoro.

Il regalatore seriale – Non compra per se stesso, regala. Ci tiene a fartelo sapere non appena si presenta, quasi si vergognasse di poter passare per un lettore. Guai! Per il R.S. l’unica cosa importante è che non si possa intravedere il prezzo del tomo comprato. I titoli più gettonati? A Natale, su tutti, “Benvenuti nella Mia Cucina” (Benedetta Parodi) “Il Cimitero di Praga” (Umberto Eco) e, con un netto distacco, Faletti, Feltri e Littizzetto a giocarsi un posto per il podio. Si sa, il regalo di massa sarà poco originale, ma solitamente non ci si sbaglia!

Libri: customer paradeIl plastifobico – Figura bizzarra questa, a tratti terrificante. Non appena vede apparire una busta di plastica (in circolazione ancora per pochi mesi) assume espressioni simili a quella che avremmo noi se ci proponessero una notte al Bates Motel, delizioso albergo a conduzione familiare con acqua calda in camera. Il plastifobico, con fare sdegnoso nei tuoi confronti (guardandoti come se ti avesse appena visto entrare nella foresta Amazzonica con ventuno taniche di benzina e un fiammifero) se ne va con chili di tomi sottobraccio, incurante del fatto che fuori nevichi, piova, cadano le rane… I suoi gusti sono eterogenei, l’importante è che non pesino troppo, se no poi avrebbe bisogno della busta di plastica.


Il titolonefilo
– Okay, il nome è un po’ difficile da digerire. Lui/lei ama il titolone, il libro dello “scrittorone”, quello che magari ha visto in TV. Magari non lo leggerà, ma deve averlo, possibilmente appena uscito sugli scaffali. È in grado di portarti in cassa il nuovo libro di Saviano, pubblicizzato ovunque, bollinato con la scritta: “Il nuovo libro di Roberto Saviano” e chiederti se si tratta dell’ultimo libro di Saviano. Riguardo ai titoloni preferiti del titolonefilo, perdonatemi il gioco di parole, non c’è che l’imbarazzo della scelta. Sono le classifiche a guidare i suoi acquisti. Ultimamente al top troviamo Camilleri, Mazzantini, De Luca, Hessel, Smith, Benni e avanti all’infinito fino, ahimé, a Moccia.

I jolly – Chiudo questa breve escursione nel mondo delle librerie con una categoria a parte, che racchiude il meglio di quanto visto e vissuto di questi mesi:
Terza posizione
: Il Jolly che chiede se può pagare i libri (erano almeno 50 €) con i Ticket Restaurant.

Seconda posizione: Il Jolly bis che, dopo aver portato in cassa una decina di libri, mi chiede se posso tagliarne il prezzo con le forbici. Rispondo che non posso e se ne va sdegnato, lasciando lì tutta la spesa.
Prima posizione: Il Re, l’Imperatore dei Jolly! Si presenta con una ventina di pupazzetti, tra animaletti e personaggi Disney. Chiede alla mia collega con quale nome sia registrato in cassa il codice di un pupazzo a forma di giraffa. Il nome è “Selvaggio Young”. Appena lo sente, il nostro eroe decide di non comprare la giraffa e fugge via!

Francesco Messina

WeStyle n.2, marzo 2011, supplemento a WeWrite, anno II, n. 3, marzo 2011