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Home Sport

Sport

La partita multimediale: l’ultimo “stadio” del calcio moderno

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(3 voti, media 5.00 di 5)

Calcio - ritorno alle originiInutile negare l’evidenza: in Italia si vive per il calcio. Uno sport che oggi sfocia ben oltre i suoi confini e che rischia di entrare in crisi, pur con tutti i crediti illimitati di cui esso gode. In particolare, l’attaccamento attorno all’evento calcistico è quasi diventato morboso. Fino trent’anni fa non era così: le varie società lucravano esclusivamente sugli incassi al botteghino, oppure dagli sponsor (dal 1981). Il tifoso, invece, viveva la “liturgia” della “domenica nel pallone”: andava allo stadio o ascoltava alla radio la voce dei telecronisti di Tutto il calcio minuto per minuto. Poi si rivedeva le sintesi in tv con 90° minuto o La domenica sportiva.

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I peggiori “bidoni” della storia della Formula Uno

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(7 voti, media 4.71 di 5)

Yuji Ide Se gli altri “bidoni” possono vantare qualche scampolo di gloria nelle categorie minori, se non qualche campionato vinto, Ide non ha davvero scusanti. Arrivato per caso in F1 nel 2005, scelto da Aguri Suzuki all’ultimo momento per il team Superaguri. Suzuki avrebbe potuto scegliere tanti altri piloti giapponesi di monoposto, essendo sponsorizzato dalla Honda, ma inspiegabilmente puntò su Yuji, che persino in F.Nippon non riuscì mai a combinare nulla di buono. Sempre coinvolto in incidenti, non riuscì mai a mostrare altro che mediocri capacità velocistiche e di conoscenza del mezzo, quando andava bene.

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Taekwondo per una crescita fisica e spirituale

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(5 voti, media 3.80 di 5)

TaekwondoNon solo un buon metodo di autodifesa, ma pure uno stile di vita, che incentra la propria essenza su principi come la cortesia, l’integrità, la perseveranza e l’autocontrollo. Si tratta di uno sport formativo, capace di donare a chi lo pratica non solo un certo progresso fisico, ma anche un benessere mentale e spirituale. Il suo nome, Taekwondo, tradotto letteralmente significa “arte dei calci e dei pugni in volo”. In realtà, quest’arte marziale si basa soprattutto su un fluido e spettacolare uso delle tecniche di gamba.

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Kickboxing: quando combattere è divertente

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(3 voti, media 4.33 di 5)

Kickboxing - uno sport per tuttiQuando si pensa alla kickboxing si immagina subito un ring, un arbitro, e due atleti che “se le danno di santa ragione” per buttare al tappeto l’avversario. In pratica, si pensa a uno sport violento, dove nasi rotti e contusioni sono all’ordine del giorno. In realtà questo è solo uno degli aspetti di una disciplina che ha al suo interno diverse sfaccettature.

Dal punto di vista agonistico, infatti, la kickboxing si suddivide in quattro categorie ben distinte: full-contact, low-kick, light-contact e semi-contact. Se le prime due, ovvero full-contact e low-kick, sono da considerarsi l’appendice violenta di questo sport da combattimento, ligh-contact e, soprattutto, semi-contact sono i lati meno pericolosi e molto più divertenti della disciplina.

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