L’omosessualità nel calcio. Esiste? Eccome. Eppure questo è, ancora oggi, un tabù assoluto nel mondo del pallone, da tenere lontano anni luce. Cosa si può dire a riguardo allora? Sicuramente non serve scoprire chi tra le star calcistiche sia gay oppure etero, ma cercare di capire quanto sia intenso l’intreccio tra due mondi.
Di facciata, l’omosessualità non viene riconosciuta ancora oggi negli “spogliatoi”; aumenta sempre più, però, il gossip pungente su alcuni calciatori. Questo aspetto non è interessante al fine di vedere chi effettivamente celi preferenze sessuali diverse da quelle dichiarate, ma di fatto dissotterra una realtà troppo occultata e repressa dal “sistema-calcio” stesso. Che non le manda a dire. Più o meno l’omosessualità viene vista così: «È peccato» (Nicola Legrottaglie), «In 40 anni di carriera non ho mai visto un gay nel calcio, non credo ci siano mai stati» (Marcello Lippi), per arrivare a «Odio la gente omosessuale» (Tim Hardaway) e alle posizioni contro i gay di Gennaro Gattuso. Quanta discriminazione, e non solo in Italia!
Il coraggio sopra ogni cosa – Questo più o meno il clima che si respira; tuttavia, ci sono esempi di calciatori gay dichiarati. Il primo calciatore ad uscire allo scoperto nel mondo del calcio gay è stato Wilson Oliver, dell’Uruguay, che nel 1986 dichiarò pubblicamente di essere omosessuale. Un altro ad aver dichiarato pubblicamente la propria omosessualità condannando l’omofobia negli stadi di calcio, è stato, nel 1990, Justin Fashanu, preso subito di mira dalla stampa. Una decisione accolta con ostilità e dichiarazioni omofone, che hanno messo fine alla sua carriera di calciatore. Successivamente, Fashanu è stato ingiustamente denunciato da un minorenne per violenze sessuale; non trovando appoggio e sostegno tra gli amici, che lo avevano abbandonato, ha deciso di mettere fine alla propria vita: nel 1998 è stato trovato impiccato all’interno di un garage. Aveva solo 37 anni. Per non parlare di un ex giocatore dell’Inter, il brasiliano Vampeta, conosciuto per esser stato il primo calciatore del suo paese a posare totalmente nudo per G-Magazine, nel 1999. Sul caso era perfino scoppiata l’ilarità tra gli stessi tifosi nerazzurri.
In attesa del primo matrimonio gay – A vederla così, i gay nel calcio sembrano non avere futuro. Ma per quanto tempo il calcio potrà disconoscere l’omosessualità? Oggi, in alcuni paesi, sono ammesse nozze gay (riguardo all’Italia, meglio tacere); da poco tempo, persino nell’esercito degli Stati Uniti gli omosessuali possono dichiarare con fierezza il loro orientamento. Perché il calcio, movimento veramente globalizzante e globalizzato, vuole rimanere indietro e non stare al passo coi tempi? Forse qualche giocatore, per celare la propria identità gay, si è addirittura sposato e ha messo su famiglia, senza però raggiungere la vera felicità. E allora, quando potremo vedere parità di gusti sessuali? Speriamo presto. E magari si potrà pure assistere al primo matrimonio gay di un calciatore. Pensate alla portata mediatica di tale evento.
Mauro Blasi
WeWrite, anno II, n. 1, gennaio 2011
