Il permesso di soggiorno a punti: il punto di vista degli immigrati.
Immigrants’ life in Italy became tougher and tougher everyday. As always, they remain the object of “(un)affection” of the government with the proposed law on points-based system for residence permits. With joint forces of Interior Minister Roberto Maroni and Labour Minister Maurizio Sacconi, the points-based system is part of the Security Law which became effective on August 2009. Under the proposed law, immigrants (age 16-65) have to accumulate points based on knowledge of the Italian language, social participation among others, in order to renew their permit of stay. They are required to undersign an integration agreement, a contract stating that they are committed to reach specific objectives during the period of validity of the Permit of Stay (usually two years). Officials said, the point system will guarantee the integration of immigrants by making them more responsible in learning the language, Italian law, sending their children to obligatory school as well as enlisting them with the National Health scheme. In order to renew residence permit, they are required to accumulate points basing on the merits of their performance for two years. In case an immigrant failed to reach the required 30 points, he has a year to recover it or else, he will be deported. Mixed reactions – MP Livia Turco said that the introduction of the new system is dangerous and might be a true deviation from the government social policies. She explained, at present, it takes over a year to renew a residence permit and language courses are organized by voluntary associations or religious organizations. Therefore, problems like this should be given a solution before introducing this law. Like his other Northern League colleagues, Regional Councillor Davide Boni stated that the points-based system permit of stay is a positive move both for immigrants and Italians. It will help both understand their society and develop themselves responsibly: socially, culturally and politically. Immigrants as victims – The points-based system permit of stay is a good law, there’s no doubt in that matter. First, government should start addressing the present immigration problems, rather than giving an abrupt shot of this tedious law. In the height of modern technology, postal application for permit of stay and online checking of its status remains dull. Others have luck, they can renew theirs for two months or less. How about the others? Some waited forever for their renewed permit; not to mention undocumented immigrants who applied during the last year’s regularization. Hundreds are still waiting for convocation and first permit of stay, while others remain vague of their status, whether their application was accepted or rejected, who knows. They are trying to pattern their immigration law with other countries, but are they prepared enough? National Health scheme exists, as well as obligatory schooling for immigrants’ children, but how about other details? If this law pushes through, will they (government) assure them free lessons (language, constitution) which will not affect their working conditions (during their working hours, will they be excused to attend lessons?). Did they consider the fact that most immigrants work day and night just to support their family? Lost in bureaucracy – The government is rigid with documented immigrants, but how about the existing undocumented roaming the city? Is security pack enforcement enough to stop clandestine immigration? Will it solve the existing problem? With the creation of this new law, will immigrants be like a ping-pong ball following endless bureaucracies, suffer and end as losers? Will they remain a part of natural selection and bombarded continuously of complicated laws which affect their lives and create obstacles that hinder integration? What about the future? – Are officials overwhelmed themselves by playing with the lives of immigrants who live and breathe in Italian soil? Does being an immigrant remain a hopeless case under whatsoever administration? Will they be victims forever? Michelle Bucu-Torres WeWrite, anno I, n. 6, giugno 2010 La vita degli immigrati in Italia diventa ogni giorno più dura. Ultimamente sono oggetto della “(dis)affezione” da parte del governo, dopo la proposta di legge sul permesso di soggiorno a punti. Il ministro dell’Interno Roberto Maroni e il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Maurizio Sacconi, hanno raggiunto un’intesa su questo nuovo decreto. Secondo questo accordo, gli immigrati (dai 16 ai 65 anni), per rinnovare il permesso di soggiorno dovranno accumulare punti dimostrando di avere determinate competenze, prima fra tutte la conoscenza della lingua italiana. Viene inoltre richiesto agli immigrati di sottoscrivere un accordo d’ integrazione, un contratto che prevede il raggiungimento di obiettivi specifici durante il periodo di validità del permesso di soggiorno (solitamente due anni). Il sistema a punti dovrebbe garantire l’integrazione degli immigrati, spingendoli verso l’apprendimento della lingua italiana; dovranno inoltre dimostrare di conoscere la Costituzione italiana e potranno mandare i propri figli alle scuole dell’obbligo e iscriversi nel Sistema Sanitario Nazionale. Per rinnovare il permesso di soggiorno, gli immigrati devono accumulare “crediti” in base ai risultati di queste prove nell’arco di due anni. Nel caso in cui non venga raggiunta la soglia dei 30 punti, l’immigrato ha un anno di tempo per rimediare oppure scatterà l’espulsione. Reazioni contrastanti – Secondo Livia Turco, responsabile Immigrazione del PD, l’introduzione del nuovo sistema può costituire un pericolo e un allontanamento dalle politiche sociali del governo. Ha inoltre sottolineato il fatto che In Italia, per ottenere il rinnovo del permesso di soggiorno, occorre aspettare più di un anno e i corsi di lingua e cultura sono gestiti dal volontariato e dalla Chiesa. Pertanto, prima di approvare la legge in questione, bisognerebbe affrontare questi problemi. Come i sui colleghi della Lega Nord, Davide Boni, Consigliere regionale della Lombardia, ritiene che il permesso di soggiorno a punti sia una buona mossa, sia per gli immigrati sia per gli italiani. Potrà aiutare entrambi a capire meglio la società in cui viviamo e a sviluppare il senso di responsabilità dal punto di vista sociale, culturale e politico. Immigrati-vittime – Il permesso a punti è senza dubbio un’ottima idea. Prima di tutto però, il governo dovrebbe iniziare a riconoscere i reali problemi dell’immigrazione, anziché assestare il duro colpo di questa legge tediosa. Nell’era della tecnologia moderna, l’iscrizione a mezzo postale per ottenere il permesso di soggiorno e la verifica on line del suo stato, rimane una questione non del tutto chiara. Alcuni, più fortunati, rinnovano il permesso per un paio di mesi, o anche meno. E gli altri? Ci sono persone che hanno atteso per anni il rinnovo del permesso; per non parlare poi degli immigrati senza documenti che hanno fatto domanda per la regolarizzazione nell’anno precedente. In centinaia stanno ancora aspettando di ricevere la convocazione per il primo permesso di soggiorno, e altri rimangono all’oscuro della situazione, senza sapere se la loro domanda è stata accolta o rifiutata. Si sta cercando di imitare le leggi di immigrazione degli altri Paesi, ma la domanda è: l’Italia è abbastanza preparata a ciò? Se la legge verrà approvata, il governo sarà in grado di assicurare corsi gratuiti di lingua italiana e legge, in modo tale che gli immigrati non vadano a compromettere la loro situazione lavorativa (ad esempio, durante l’orario di lavoro, saranno concessi loro dei permessi per frequentare le lezioni?). È stato considerato il fatto che gli immigrati lavorano giorno e notte per mantenere le loro famiglie? Persi nella burocrazia – Visto che il governo si è dimostrato rigido verso gli immigrati con documenti regolari, come si comporterà con tutti gli irregolari che vagano per la città? Il pacchetto sicurezza sarà abbastanza per fermare l’immigrazione clandestina e risolverà questi problemi? Oppure con questa nuova legge, gli immigrati rischieranno di essere trattati come delle palline da ping-pong, rimbalzati da una parte all’altra e persi nei meandri di una burocrazia infinita? Subiranno le conseguenze di leggi troppo complicate che creeranno ostacoli e saranno di intralcio per un cammino verso l’integrazione? Saranno vittime per sempre? Michelle Bucu-Torres WeWrite, anno I, n. 6, giugno 2010
Versione originale
Traduzione a cura di Sara Sirtori
Il sistema a punti fa parte della legge sicurezza entrata in vigore nell’agosto 2009.
Vignetta di Ciro Forte





