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Home Recensioni Musica

Musica

Fine Before You Came – S F O R T U N A

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(5 voti, media 5.00 di 5)

La band milanese decennale, per anni portavoce della scena emo-core, sceglie con il suo ultimo disco, S F O R T U N A, una nuova strada: il cantato in italiano – nuovo album dei Fine Before You Came (FBYC) non solo è disponibile in vinile con l'etichetta Triste, in cd con La tempesta e in musicassetta con Ammagar (inutile dirvi quanto questa sia una chicca imperdibile), ma soprattutto è totalmente scaricabile dal sito www.finebeforeyoucame.com, su cui i FBYC raccolgono tutta la loro vita a cinque. Freno subito le malelingue: l'operazione non ha alcun fine commerciale o propagandistico, il disco vuole soltanto essere a portata di mano, offrire un buon prodotto senza venderlo a scatola chiusa.

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Mastodon - "Crack the Skye": il duplice concept

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(4 voti, media 4.50 di 5)

Crack the Skye - Mastodon (2009)Proviamo a fingere, per un attimo, di non essere in noi, e che il nostro corpo fisico non ci appartenga e non ci riguardi più; solleviamocene al di fuori, aleggiamo nell'aria, e viriamo liberi, senza direzioni, decollando verso ciò che è insieme sublimazione e delirio, trionfo e disfatta: perché è questo, più o meno, ciò che ci propongono di fare i Mastodon con "Crack the Skye" (2009).

Per chi non avesse ben presenti i quattro, incredibili musicisti di Atlanta, un rapido sunto: entrati a far parte a pieno titolo, con l'esordio "Remission" (2003), della scena "metal" - termine, ahimè, vaghissimo e stantio - americana e mondiale, i nostri vi si sono presto affermati come una delle formazioni egemoni; ulteriormente acclamati dalla critica e dal pubblico grazie alle gemme "Leviathan" (2004) e "Blood Mountain" (2006), da pochi mesi a questa parte sono approdati al loro quarto album di studio, per l'appunto "Crack the Skye".

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Night is the New Day: il nuovo album dei Katatonia

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(4 voti, media 5.00 di 5)

Dopo lo sconvolgente apice rivelatorio raggiunto con The Great Cold Distance (2006), i Katatonia di Jonas Renkse e Anders Nyström hanno fatto aspettare per ben tre anni la loro mossa successiva: quel nuovo, gelido graffio che il loro pubblico aveva già, quasi da subito, cominciato a desiderare e a cercare. Ma un'attesa del genere è pienamente accettabile, se in gioco c'è nientemeno che l'ottava opera di una band reduce da un conclamato e indiscusso capolavoro.

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