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E-book: il libro che verrà

Mauro Colla
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E-bookNegli ultimi dieci anni la tecnologia digitale ha cambiato la nostra vita, rivoluzionando il modo di fare un film e di guardarlo, di ascoltare la musica, di fotografare e di lavorare. Un solo oggetto era rimasto sostanzialmente immutato, sia nella sua forma sia nei suoi contenuti, il libro.

Fatto di carta, fatto per essere sottolineato, stropicciato, sistemato in una libreria, portato in spiaggia, regalato o persino “dimenticato” in un posto per essere trovato da altri – fenomeno nato negli Stati Uniti e noto come bookcrossing – il libro è da sempre un oggetto per cui è un piacere perdersi in una libreria del centro a sfogliarne le pagine e sentirne la consistenza tra le mani: carta rigida o morbida, opaca,  riciclata o lucida. Tutto questo potrebbe cambiare, e la rivoluzione che rischia di sovvertire dalle fondamenta tutto il mondo dell’editoria viene ancora una volta dagli Stati Uniti.

Effetto e-book – Si chiama Kindle (letteralmente accendere un fuoco) e viene venduto sul sito Amazon.com. Informazioni per i tecno-maniaci: misura 19,1 per 13,5 centimetri, con uno spessore di 1,8 cm e pesa solo 292 grammi. È dotato di uno schermo monocromatico di 15 cm di diagonale con una definizione di 600 x 800 pixel. Non è un computer portatile, le dimensioni sono quelle di un palmare, costa come un iPod (259 dollari) ed è un e-reader, un libro elettronico. Sfrutta una tecnologia, creata da Joe Jacobson nel 1996, detta “inchiostro elettronico” (e-ink) progettata per simulare l’aspetto del comune inchiostro su un normale foglio di carta. Chi l’ha visto dice di esserne rimasto sbalordito per la somiglianza con la carta, replicando realisticamente l’esperienza di leggere un libro vero. Solo che la sua memoria, di libri, può contenerne 1500!

Negli Stati Uniti le vendite di Kindle vanno alla grande, quest’anno è stato il prodotto on line più venduto, forte del fatto che sono già disponibili in catalogo oltre 450 mila e-book a un prezzo medio di 9,99 dollari. I libri possono essere acquistati on line senza bisogno di avere con sé un computer, perché Kindle sfrutta anche la tecnologia wireless e i clienti possono scaricare gratuitamente il primo capitolo di un libro prima di decidere se acquistarlo. Ma Kindle non si ferma ai libri, è possibile visualizzare quotidiani come il New York Times o riviste

L’arrivo in Italia – Sarà interessante capire come reagiranno i lettori italiani, e allo stesso tempo come si stanno organizzando gli editori. Perché quello italiano è un mercato conservatore, ma molto sensibile a recepire le novità che arrivano da oltreoceano, senza trascurare però che gli italiani leggono poco e meno di un tempo. Siamo pronti quindi per imparare questi nomi: Kindle, Sony PSR-600, iRiver Story, CyBook Booken, Cooler Books?

Il 23 marzo a Milano si è tenuto il workshop “Effetto e-reader, le prospettive per gli editori e i media in Italia”, che è stata un’occasione per discutere di quello che accadrà nei prossimi mesi. Secondo Bruno Paterno, presidente di Simulation Intelligence che ha organizzato l’incontro, le difficoltà affinché gli e-reader conquistino i lettori italiani non mancano. Le ragioni sono due: perché oggi nei negozi è difficile trovare il dispositivo e perché mancano i contenuti, cioè i libri. Però, secondo l’indagine condotta da Simulation Intelligence, sono almeno 1,2 milioni gli italiani che oggi comprerebbero un e-reader.

Più ottimista Antonio Tombolino, fondatore e amministratore delegato di Simplicissimus Book Farm, il primo distributore italiano di e-book,  secondo il quale non ci sono più dubbi: l’Italia è pronta per la rivoluzione, per avere un suo mercato di libri elettronici, e lo vedremo già dal prossimo Natale.

Le questioni aperte – In realtà i dubbi sono molti e riguardano molteplici aspetti. Sarà necessario per prima cosa capire se esista un modello di business adatto per il nostro mercato, sensibilmente differente da quello americano, e forse aspettarsi, come suggerisce Doriana Rodino –  di professione editor –  che potrebbe nascere un nuovo mercato, fatto da quelle persone che un libro non lo hanno mai letto ma sono molto attratte dalla tecnologia. Infine, andrebbe valutata con attenzione la questione editoria scolastica, che nel mondo multimediale sta investendo molte risorse e idee. Proprio il mondo della scuola potrebbe rappresentare un crocevia importante per i libri elettronici; a Princetown sono già state effettuate sugli studenti alcune ricerche per valutare se con le nuove tecnologie l’apprendimento migliori o se il vecchio e caro (in tutti i sensi) libro su cui abbiamo studiato tutti non morirà mai.

Mauro Colla


WeWrite, anno I, n. 4, aprile 2010