Attraverso i “tweet”, i brevi messaggi pubblicati su Twitter composti al massimo da 140 caratteri, è stata definita la mappa mondiale dell’umore. Ciò è stato reso possibile grazie a una ricerca cross- cultural, condotta da due ricercatori statunitensi della Cornell University, Golder Scott e Michael Macy, pubblicata su Science che ha preso in esame oltre 500 milioni di tweet nell’arco di due anni, postati da 2,4 milioni di utenti di 84 differenti nazioni. Con un monitoraggio costante dei “cinguettii” si è disegnata una mappa dell’umore globale e si è osservato che, al di là delle differenze di cultura, nazionalità, religione, le persone di tutto il mondo avrebbero cambiamenti di stato d’animo simili.



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