Nella comune e popolare accezione del termine passione non si associa a questa parola dal suono meraviglioso il concetto di sofferenza. Eppure, sia si parta dall'etimologia greca originale sia invece da quella latina, è proprio nella radice che si ritrova il patire. Nell'apprendere la notizia terribile della tragedia consumatasi nelle acque israeliane ho sofferto. Mi sono reso conto immediatamente però, che ciò che provavo, nonostante facesse male, portava con sé una forza, un'attività, un'azione e reazione che mi hanno fatto sentire vivo. Essere umano.
Lo star male, paradossalmente, è positivo. Quasi un ossimoro vero e reale, se coscientemente vissuto. Perché qualcosa sia soddisfacente nel suo compiersi deve essere fatta con passione, soffrendone. Scrivere è questo, riportare in parole ferme ciò che si muove continuamente dentro di me, sentire la carenza, la deficienza del non poter esprimere ogni cosa con un vocabolo, un termine, una parola né con frasi, articolati periodi, funamboliche soluzioni sintattiche. Niente, mancherà sempre qualcosa. E questa latenza che fa male e contemporaneamente è positiva, spinge così forte da scaturire in sesquipedali racconti, frasi ermetiche ma di intensità straordinaria, romanzi, poesie, canzoni, ogni forma di verbale espressione, lasciando sempre dietro sé un incolmabile vuoto da riempire, una scia da seguire e più spesso da inseguire, irraggiungibile. E questo vale per ogni passione, la mia si manifesta principalmente per la scrittura, e morirà il giorno in cui sarò pienamente soddisfatto e appagato della lettura di ciò che esprimo. Ma in ogni cosa che faccio cerco e ricerco il sentimento, il pathos perché ogni cosa abbia valore e significato. Nel blu acquoso e salino che ho davanti agli occhi vedo con occhi animali il pericolo, la paura di un ambiente a me alieno eppur così familiare, mi ammalia, mi attrae, lo voglio perché non sarò mai un pesce. La volta turchina che mi sovrasta e schiaccia mi rende impotente e inutile e per questo forte e coraggioso, voglio farne parte, comprenderla e rappresentare con le parole, appartenervi e che mi appartenga. Voglio il niente sapendo di poter avere tutto. Sono convinto che vivere sia questo, sono certo che per me sia questo l'essere umano e vivo nella fede che chiunque agisca condotto dalla passione e seguendo la ragione che permette di comprenderla sia un uomo. Il mio intento è trasferire la mia passione scrivente alla vostra ragione leggente. È bellissimo è perfetto tutto questo, perché impossibile. Ognuno di voi ha la sua passione e anche qualora essa abbia lo stesso oggetto sarà sempre unica e originale perché unico e originale è il soggetto che patisce. Nessuno leggerà come io scrivo né io mai scriverò come voi leggete. Condividiamo queste parole, in attività e passività che giocano contemporaneamente e continuamente a scambiarsi i ruoli, nel condividere, confrontarsi, criticarsi, dove si trovano occasioni di crescita e cambiamento. Il senso di WeWrite è questo, per me, ovviamente. Per ognuno dei redattori sarà giustamente diverso e delle nostre diversità dobbiamo rispettosamente nutrirci per dare a voi un pasto il più completo possibile. Ma vi mancherà sempre qualcosa e questo rende passione la vostra lettura. Noi siamo voi, voi siete noi.
Sandro Galanti





