Viaggiare non è solo partire - Intraprendere una crociera in internet, prenotare un volo pindarico, percorrere sul treno della tecnologia i codici binari che rendono possibile il dinamismo statico proprio della realtà virtuale. Attraverso i videogiochi visitiamo ogni sorta di tempo e di spazio, le piramidi dell'antico Egitto diventano camere del nostro appartamento nelle quali entrare e vivere quanto basta, fino a che non si ha voglia di uscirne. È un passo, un click. Come il fruscio che schiocca la pagina che cambia, dando spazio alla successiva. Gli scrittori portano a spasso i loro lettori per luoghi ed epoche reali, irreali, virtuali, resi tali dal risultato che le parole di questi signori sanno ottenere dalla fantasia e l'immaginazione umane, esempio chiaro e lampante di viaggio statico.
Last stop: this town - Il viaggio in tutti i suoi significati porta con sé l'idea di distacco, di rottura, di separazione dalla realtà oggettiva e quotidianamente percepita. Sia che si tratti delle ferie per antonomasia, che si cerca di vivere il più lontano possibile dal luogo di lavoro, dalle attività di ogni giorno, dai tempi stretti e angusti di una società in cui esistere tende a collimare sempre più col mero respirare; sia che si tratti della vacanza di una serata libera, durante la quale, sebbene per poco tempo, si dimenticano la routine e lo stress del vincolo produttivo diurno per dedicarsi all'abbandono mentale, che di per sé stesso ingenera qualcosa che si avvicina alla felicità del sentirsi liberi perché senza pensieri imposti, costretti, corrotti dal dovere e dalla necessità; sia che si tratti dell'esclusivamente umano trip mentale, durante il quale il pensiero vola lontano dal percepito e vagola senza meta apparente per le fantasie, le immagini immaginate e immaginifiche, sospinto dalla lettura, dalla musica, da un odore che accende la memoria involontaria e porta il ricordo nei più reconditi recessi dell'archivio mnemonico.
Senza senso. Unico - A supporto del viaggiare, di qualunque sorta esso sia, la tecnologia svolge un ruolo importantissimo che la vede protagonista di giri del mondo in ottanta ore, scorribande nel tempo in ottanta click o percorsi psichedelici in ottanta beat, offrendo a tutti i suoi utenti, esperti e non, possibilità che nell'antichità erano ristrette e riservate alla sola fantasia e immaginazione umane. Dai viaggi sulla luna compiuti dagli antichi greci lettori di Luciano a quelli più moderni prospettati alle menti voraci seguaci di Verne, fino ad arrivare alle immagini verosimili, ma non per questo vere, della prima passeggiata lunare dell'età contemporanea, fornite dalla magic box, meglio conosciuta col nome di televisione. Di certo non sono d'accordo con chi sostiene che la tecnologia possa contribuire all'inaridimento dell'umano sognare, alla sterilizzazione della creatività o all'abitudinarietà dello stile di vita odierno, sempre più sedentario e meno dinamico. Come sopraddetto, viaggiare non è solo partire, spostarsi, muoversi. Inoltre tutti i risultati ottenuti e raggiunti dall'uomo per mezzo dell'affinamento della tecnica sono strabilianti e meravigliosi, che poi si utilizzino in maniera impropria strumentalizzandoli o riducendoli a semplici leve per divellere dagli animi ogni forma di libero pensiero, questo è un altro discorso.
Lost sense distance - Il dissociarsi dalla realtà, sotto qualunque aspetto e in qualunque modo o maniera non sarà mai inficiato da nessun tipo di aberrante diavoleria moderna o ritrovato mirabolante e tecnologico; l'uomo continuerà sempre il suo progresso, più mentale che fisico, nel suo perenne districarsi all'interno e per mezzo del suo pensare, attività inarrestabile e involontaria che rende l'homo sapiens tale, differenziandolo dai suoi darwiniani predecessori e dal resto dell'esistente. Ben venga il viaggiare in tutti i sensi e con tutti i sensi, quindi, che sia tra le nebulose alcoliche di una simposiaca serata d'estate, tra i flutti di un mare di beat cavalcando le onde sonore su tavole mnemoniche, tra mosaici di silicio di cui sono lastricate le strade virtuali della realtà. Oppure camminando, senza meta, proprio perché si sa benissimo dove si andrà.
Sandro Galanti
WeWrite, anno II, n. 7, luglio 2011





