Spesso si sente la necessità di cambiare vita, abitudini, paese, ma non sempre a questa voglia si accompagnano un'idea precisa, un progetto razionale, concreto e tutto rimane nei nostri pensieri a vagolare per i meandri della nostra immaginazione. Il Canada, un'idea concreta. Una delle tante.
Innanzitutto, perché il Canada? Lascio da parte le mie eventuali motivazioni personali, per lo più futili e dilettevoli e mi concentro sul carattere e le caratteristiche di un Paese e di un popolo che tanto hanno da dare e tanto offrono. Per chi ama la natura viva il Paese della foglia d'acero offre soluzioni per tutti i gusti: spazi aperti e incontaminati organizzati rispettosamente in parchi meravigliosi; riserve marine curate e strutturate per permettere a chiunque di ammirarne le mirabilia; impossibile non menzionare le arcinote cascate del Niagara, simbolo del Canada, seppur in condivisione degli Stati Uniti d'America. È lo stato che ha dato i natali a Greenpeace, Neil Young, David Cronenberg, Glenn Gould, Le Cirque du Soleil, gli Arcade Fire, Michael J. Fox, Alanis Morrissette; non credo di dover aggiungere altro, per ora.
Dal dire al fare. Alcuni cenni sulla burocrazia da osservare per trasferirsi materialmente in Canada sono indispensabili: occorre, nemmeno a dirlo, il permesso di soggiorno. Si ottiene, quello permanente e definitivo, sposando un/una canadese o lavorando per un datore di lavoro locale che faccia richiesta della tua specifica prestazione d'opera. Moltissime e utilissime informazioni si trovano tutte qui www.canada.it ordinate, chiare ed esaustive. Se si dispone di una buona dote finanziaria non sarò affatto difficile investire, fare impresa o semplicemente mettere su una piccola attività, anche via internet, d'altronde siamo nel 2011.
Le lingue ufficiali del Canada sono il francese e l'inglese, non sarà tuttavia difficile, vista la tendenza xenofila del governo canadese, trovare chi parla italiano e tedesco. Comprendo che letta così sembra una passeggiata l'emigrazione in Canada, non pare tuttavia difficile e complicata come quella negli U.S.A., non deve però essere presa troppo alla leggera, forse la cosa migliore rimane leggere le testimonianze dirette facilmente reperibili in rete per esempio su http://www.voglioviverecosi.com/ o su http://www.livingabroadincanada.com. Non resta che coprirsi bene, armarsi di coraggio e un pizzico ineluttabile di follia, i ranger con i loro simpatici e caratteristici pantaloni e copricapi, le loro inseparabili cavalcature e i loro atteggiamenti gioviali e sorridenti vi aspettano.
Sandro Galanti
WeWrite, anno II, n. 10, novembre 2011





