In quest’epoca di precarietà e disoccupazione la ricerca di lavoro è diventata cruciale per la vita quotidiana di molte persone. Ad alcuni potrà sembrare azzardato ma anche per questa attività ci sono alcune semplici strategie di marketing che è meglio seguire. D’altra parte candidarsi per una posizione altro non è che promuovere se stessi.
Innanzitutto occorre quindi pensarsi come un brand, i cui contenuti devono essere il più possibili coerenti con l’immagine e la reputazione sociale. Recenti ricerche hanno infatti evidenziato come i recruiter consultino sempre più spesso i profili dei candidati sui vari social network (non solo LinkedIn e XING ma anche Facebook e Twitter). Ne consegue che il controllo di quanto viene pubblicato su questi siti non vada assolutamente sottovalutato.
Sul piano della comunicazione è noto che per la trasmissione delle candidature lo strumento oggi più utilizzato sia l’e-mail, che offre molti vantaggi tra cui spicca la simultaneità di invio e ricezione. Questo aspetto non deve tuttavia indurre a sottovalutarne la forma.
È anzi proprio su questo terreno che si possono attuare piccoli ma importanti accorgimenti che rendano più efficace il messaggio.
In primo luogo è d’obbligo utilizzare un account professionale che abbia preferibilmente la forma di nome.cognome@provider. Parimenti i file in allegato (curriculum e lettera di presentazione, se possibile in formato PDF ) dovranno riportare le stesse indicazioni personali, come ad esempio: CV_nome_cognome.pdf e Lettera_nome_cognome.pdf.
Successivamente è necessario inserire nel campo oggetto un riferimento alla posizione d’interesse o all’annuncio a cui si risponde. Altrimenti la dicitura “candidatura spontanea” è altrettanto valida.
Per quanto riguarda il destinatario è sempre preferibile rivolgersi a una persona. Perciò qualora si fosse sprovvisti di un indirizzo e-mail personale è comunque consigliabile rivolgersi all’attenzione del responsabile delle risorse umane.
Nel corpo del messaggio, che non dovrebbe superare le 10 righe, è fondamentale essere concisi e diretti, mettendo tuttavia in evidenza la propria professionalità ed il percorso professionale finora svolto.
Nel tentativo di essere creativi occorre però evitare di usare un tono colloquiale che facilmente risulterebbe irrispettoso. Al bando dunque: emoticons, slang, abbreviazioni ecc.
Ancor più decisiva è l’ortografia, presentarsi con refusi o errori grossolani di sintassi sarebbe senza dubbio un pessimo biglietto da visita.
Per dare poi un tocco di crossmedialità è consigliabile aggiungere i link del proprio profilo su LinkedIn o di eventuali altri siti o blog che possano far risaltare le proprie capacità, competenze o esperienze.
Infine è noto che talvolta le e-mail possano perdersi tra spam e posta indesiderata, non è perciò da considerarsi fuori luogo intraprendere attività di follow-up, magari utilizzando altri indirizzi e-mail o postali oppure direttamente telefonando.
Delia Peccetti
WeWrite, anno III, n.3, marzo 2012















