Il mercato cinematografico era in crisi da ormai un decennio. Poi è arrivato il 3D, e Avatar ha battuto tutti i record di incassi della storia cinematografica. Il cinema post-Avatar non sarà più lo stesso. Tutti sono saltati dentro il carrozzone del 3D, noncuranti di aver scelto, per ripopolare le sale cinematografiche, una modalità di rappresentazione dell’immagine che risale al 1922. Certo il 3D utilizzato nel 1922 in The Man from M.A.R.S. e in The Power of Love, così come quello degli anni Cinquanta, è ben diverso da quello che riusciamo a vedere ora.
L’anaglifo, ovvero il filtraggio rosso-verde dell’immagine, ha lasciato il posto al sistema basato su filtri polarizzati, ma i limiti di questa tecnologia sono rimasti intatti. Siamo ancora tutti costretti a indossare gli occhiali per poter visualizzare le immagini tridimensionali. Scomodo, soprattutto per chi gli occhiali li ha già e non può utilizzare le lenti a contatto.
Si è a lungo parlato di una tecnologia per visualizzare le immagini tridimensionali senza l’ausilio degli occhiali. Il consorzio di ricerca 3DTV sta cercando di tradurre in realtà il sogno di molti, ma per avere risultati concreti si dovranno aspettare ancora 4-5 anni.
Il 3D nei videogiochi – Nel 2001 il fatturato complessivo dell’industria videoludica statunitense ha eclissato il Box Office del cinema. Precisamente tra hardware, software e periferiche il bilancio è stato di 9,4 milioni di dollari contro gli 8,35 dell’industria cinematografica. Ma anche i videogiochi, seppur in maniera minore rispetto ad altri settori, hanno risentito della crisi economica mondiale. Visto che tra cinema e videogiochi c’è sempre stato uno scambio di tecnologie, era solo questione di tempo perché il 3D facesse capolinea anche nel settore videoludico. La Sony ha fatto il primo passo, annunciando un aggiornamento gratuito del firmware della sua console casalinga, la Playstation 3, che permetterà di visualizzare in futuro i giochi in 3D, sempre indossando gli occhiali. Ma la vera novità arriva, come sempre, dalla Nintendo.
Rivoluzionario 3DS – La notizia potrebbe rivoluzionare l’intera industria videoludica ma sicuramente andrà a influenzare anche gli altri campi della visualizzazione delle immagini. La prossima console portatile Nintendo, ovvero il successore del DS – la console con doppio schermo e touch screen che ha venduto oltre 125 milioni di esemplari nel mondo – sarà capace di supportare effetti grafici 3D senza l’impiego di occhiali. La presentazione ufficiale avverrà il prossimo 15 giugno all’E3, la fiera più importante del settore che si svolge a Los Angeles. Del 3DS – nome non ufficiale della console – si conosce poco, ma le ipotesi più accreditate parlano di uno sfruttamento della telecamera (già presente nella versione del DS detta DSi) che andrà a “leggere” la posizione della testa dell’utente rispetto alla console, in modo da modificare la prospettiva di ciò che viene visualizzato su schermo. Inoltre, potrebbero essere inseriti nella console degli accelerometri, gli stessi sensori di movimento usati nel controller della console casalinga Wii, in modo che il 3DS riconosca anche i movimenti fatti fare alla console stessa. Naturalmente si tratta di ipotesi che potranno avere conferme solo dopo la presentazione ufficiale. Qualora queste ipotesi dovessero essere avvalorate, la tecnologia alla base del 3DS non potrebbe essere implementata del tutto sulle normali televisioni. L’inserimento di una telecamera che possa modificare la visione dell’immagine allo spostamento della testa di un soggetto non può essere applicata se davanti alla TV ci sono più persone, mentre è facilmente ottenibile in una console portatile, dove l’utente è e può essere solo uno. Ciononostante il 3DS aprirà nuove strade per la creazione di un 3D senza l’utilizzo di occhiali.
L’evoluzione Nintendo – La Nintendo, d’altronde, è una società che ha sempre puntato sull’evoluzione dell’interazione tra l’uomo e la console. Fu la prima a implementare la cosiddetta “croce direzionale” nei suoi Game&Watch. Fu la prima a installare dei pulsanti dorsali nei suoi joypad (era il 1990 con il Super Nintendo). Poi creò la leva analogica con il Nintendo 64 (nel 1996) e, poco dopo, la vibrazione nei controller con il supporto di un rumble pack. Ha dimostrato come il touch screen fosse un elemento utile e innovativo per i videogiochi con il DS, e con la console Wii ha inserito i sensori di movimento per avvicinare ai videogiochi anche chi non è avvezzo all’uso di numerosi tasti. Tutte queste tecnologie sono diventate, o stanno diventando, uno standard nell’industria videoludica. Per questo motivo, l’arrivo del 3DS non potrà che influenzare negli anni a venire tutta l’industria hi-tech.
Attilio Cardella
WeWrite, anno I, n.5, maggio 2010





