La caducità della vita materiale è stata da sempre oggetto di speculazione filosofica da parte dell’uomo, soprattutto per esorcizzarne le paure. Ma quando poi la terra trema e in un battito di ciglia quello che era non è più, non esiste “contemplazione” filosofica che tenga.
Per quanto un’informazione globale ci stia allenando le orecchie e l’anima, pure queste catastrofi che “risucchiano” via uomini, donne e bambini lasciano sgomenti e davanti a tutto questo dolore, il compunto silenzio è doveroso. Qualsiasi altro moto, per quanto fatto col più nobile degli intenti, sarebbe frainteso e comunque risulterebbe vano.



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