Quando si pensa alle energie rinnovabili, il pensiero corre agli impianti fotovoltaici e a quelli eolici. Eppure ci sono altre fonti di energia pulita che rappresentano una valida alternativa ai combustibili fossili. Si tratta delle biomasse, che a seconda del criterio adottato possono classificarsi in fitomasse (provenienti da piante), zoomasse (provenienti da animali), microbiche (provenienti da microorganismi), oppure in biomasse viventi (costituite da elementi viventi) o biomasse morte (costituita da elementi morti). Un ulteriore criterio le distingue in base al contenuto d’acqua.
In termini più generali, con biomassa si intende ogni sostanza di origine animale o vegetale da cui è possibile ottenere energia grazie a un processo biochimico o termochimico.
Tra i principali vantaggi dell’utilizzo delle biomasse si annovera un rilascio ridotto di anidride carbonica, un alto tasso di biodegradabilità, la mancanza nei fumi di ossidi di azoto e di particolato. Un ulteriore vantaggio è di tipo sociale e consiste nello sviluppo di zone rurali economicamente più deboli, che possono beneficiare di un settore produttivo potenzialmente ad alto impatto economico nel medio-lungo periodo.
La tecnologia per l’uso delle biomasse non è però ancora scevra da svantaggi e difetti, i principali dei quali sono la discontinuità della produzione, il largo uso di fertilizzanti necessario alla produzione e la dipendenza dalle condizioni meteo per poterle sfruttare appieno. La bassa densità energetica, inoltre, richiede vaste aree da adibire alla produzione di energia.
I principali impieghi delle biomasse sono di tre tipi:
1) Produzione di energia elettrica e termica.
2) Produzione di combustibili, come i biocarburanti e i biocombustibili, da quelli solidi (es.: pellets) a quelli liquidi (es: bioetanolo e biodiesel) e gassosi, a quelli gassosi (es.: biometano e biogas).
3) Produzione di composti chimici.
Di particolare interesse infine sono i biomateriali per l’industria edilizia e abitativa, come il biomattone.
Ivan Libero Lino
WeWrite, anno III, n.8, agosto 2012





