6 gennaio 2010 - 6 gennaio 2011: un anno di WeWrite. Due riflessioni speciali per il compleanno della rivista.
Non si direbbe, eppure WeWrite oggi spegne la sua prima candelina. Quello appena trascorso è stato per noi un anno importante, in cui si sono gettate le basi per gli anni futuri (ce lo auguriamo). Durante questo anno, WeWrite ci ha accompagnato con le sue storie, inchieste e approfondimenti attraverso gli eventi che hanno segnato il 2010 e ha percorso un viaggio fatto di analisi e opinioni, di luoghi che sono stati crocevia di storie: la tragedia di Haiti, il risveglio del vulcano islandese, il disastro ambientale del Golfo del Messico, i massacri del Darfur. Abbiamo seguito col fiato sospeso il salvataggio dei minatori cileni, abbiamo ascoltato musica, abbiamo cucinato insieme e abbiamo riflettuto sui mali della nostra società e su quei valori veri e genuini che vale la pena difendere. Tra le nostre pagine trovate la forza della fantasia e delle emozioni. Forse qualche volta vi abbiamo anche strappato un sorriso, o una lacrima. Il viaggio di WeWrite svela spicchi di futuro. Il futuro che sta nell’energia pulita, dalle pale eoliche che spuntano dietro ai grattacieli, ai pannelli fotovoltaici sui tetti di ogni casa. E adesso dove stiamo andando? Dove ci porteranno le conquiste della medicina, in quale direzione si allargherà le Rete? Che libri ci terranno svegli la notte, e su quali supporti? Noi siamo qui per scoprirlo insieme e per confrontarci con voi. Di una cosa siamo certi: sono i nuovi progetti che ci spingono a proseguire il nostro cammino. Sara Sirtori WeWrite, anno II, n. 1, gennaio 2011 Ogni anno è fatto di mesi, giorni, ore, minuti. Ognuno degli elementi costituenti ha un'importanza fondamentale e svolge un ruolo insostituibile; spesso capita però che questa importanza non si avverta per ogni singolo, non sia percepibile nel momento preciso dell'avvenimento, succede che la si consideri e apprezzi solo dopo, con il senno di poi. Accade così ogni fine anno, si saluta tutto l'intero anno che passa e si accoglie altrettanto integralmente tutto l'anno a venire. Si considera cioè il tutto, l'insieme, che di per sé è la cosa che conta, quella importante, fondamentale. E gli elementi? Quei momenti trascorsi, positivi e negativi, che contribuiscono tutti alla valutazione complessiva? Ecco, essi vengono depauperati, mutilati del loro valore effettivo semplicemente privandoli della considerazione che meritano, in poche parole spesso se ne ignora la fondamentale singolarità. Finché si tratta di un anno questo può succedere ed è tollerabile, ma anche WeWrite è dodecafonico, consta dei suoi dodici mesi e guai a privarlo di una sola delle sue voci. Quindi ecco perché, come in un coro, ognuno deve svolgere il suo ruolo nella migliore delle maniere in coordinamento con gli altri. Certo, anche le voci soliste rivestono una parte di estrema importanza, per questo genetliaco letterario di particolari importanza e significato sarebbe bello ascoltare l'acuto di Johann Gutenberg, posto di fronte a una evoluzione della sua invenzione che certamente mai si sarebbe anche solo lontanamente immaginato. Sarebbe l'ospite d'onore ideale per questa festa di compleanno virtuosa e virtuale. Il passato sarebbe in diretto confronto col futuro, senza l'intermediazione del presente, quanto ne scaturirebbe sarebbe di sicuro e peculiarissimo interesse. Cari scrittori e lettori, ad maiora. Sandro Galanti WeWrite, anno II, n. 1, gennaio 2011by Sara Sirtori
by Sandro Galanti





