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Home Cultura Bio-architettura sostenibile: la casa del futuro

Bio-architettura sostenibile: la casa del futuro

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Architettura sostenibile: la casa del futuroIl progresso tecnologico ha portato l’uomo a raggiungere traguardi importantissimi, impensabili fino a poche decine di anni fa.
Al giorno di oggi la tecnologia è ovunque intorno a noi, e in molti casi ha migliorato di gran lunga la qualità delle nostre vite.
Purtroppo, però, l’uomo nel raggiungimento dei suoi obiettivi e in nome del progresso, ha provocato, e sempre più continua a provocare, enormi e incalcolabili disastri ambientali di cui non sempre ci si rende conto.

Mai come adesso il futuro del Pianeta Terra è nelle nostre mani e ognuno a suo modo dovrebbe dare il suo contributo per salvare il salvabile! La tecnologia stessa dovrebbe essere messa a servizio di cause importanti, come appunto la salvaguardia e il rispetto dell’Ambiente.
Per fortuna c’è chi se ne occupa. Parliamo ad esempio della bio-architettura sostenibile, concepire la casa come un organismo vivente.

Le abitazioni del futuro – Il progetto Off the Grid – Sustainable  Habitat 2020, realizzato da Philips Design, è un esempio di come la tecnologia e la natura possono convivere e diventare un tutt’uno.
Vincitore del prestigioso premio Well – Tech Award 2009, assegnato nella categoria Wellness e Tecnologia, il progetto rappresenta una proposta innovativa che contribuisce al miglioramento della vita delle persone offrendo soluzioni sostenibili per un futuro migliore.
Il termine “Off the Grid”, infatti, si riferisce ad una indipendenza energetica, un modo completamente autosufficiente di vivere, senza quindi alcun servizio pubblico.
Il progetto realizzato dalla Philips è destinato ad abitazioni considerate veri e propri organismi interagenti con l’ambiente.
Ogni palazzo è progettato con una sorta di “pelle” particolare che, proprio come un essere vivente, reagisce e interagisce con l’ambiente, recupera le acque piovane, immagazzina calore, scherma e lascia filtrare la quantità di luce desiderata e recupera energia pulita.

Architettura sostenibile: la casa del futuroLe nuove bio-architetture Off the Grid hanno un aspetto tenue alla vista e si integrano perfettamente al territorio circostante.
La struttura esterna è costituita da “pelli sensibili” capaci di mutare le proprie caratteristiche fisiche e regolare i diversi aspetti energetici.
Il corpo “Off the Grid” si manifesta con una struttura leggera caratterizzata da particolari “fiori”, nucleo fondamentale di tutto il funzionamento bio-mimetico dell’edificio.


Il funzionamento dei “fiori” tecnologici – A seconda delle necessità, questi “fiori” possono essere aperti con una gradazione differente, come se sbocciassero per davvero, lasciando così filtrare più o meno luce, fino a rendere, addirittura, tutto l’appartamento completamente trasparente.
Questo sistema riduce drasticamente l’utilizzo di luce artificiale in favore di quella naturale, favorendo la salute e il benessere psicofisico delle persone.
Lo stesso procedimento avviene per quel che riguarda l’aria.

Questi  “fiori” fungono anche da incanalatori di aria e vento, generando energia destinata ad alimentare l’edificio stesso, fornendo in più aria pulita, depurata e privata di agenti allergici o tossici; grazie poi ai sistemi di canalizzazione l’aria può anche essere raffreddata nei periodi estivi.
Per mezzo di questo fantastico impianto è possibile, per giunta, recuperare l’acqua piovana e l’umidità presente nell’aria – anche nei periodi di eventuale siccità – e una volta purificata e filtrata sarà possibile riutilizzarla nel circuito chiuso della casa.

Architettura sostenibile: la casa del futuroArchitettura sostenibile: la casa del futuro

Per quanto riguarda i rifiuti organici, questi vengono trasformati in energia di biogas utilizzabile per il riscaldamento dell’appartamento o della stessa acqua.
Il progetto per il momento è destinato alle megalopoli del 2020, in particolare a quelle cinesi, ma chi non vorrebbe abitare in un edificio così?
Spero vivamente che i governi di tutto il mondo prendano in seria considerazione un simile progetto, anche se per gli interessi legati all’energia erogata dai servizi pubblici la vedo cosa difficile.

Ad ogni modo credo che comincerò a studiare il cinese…


Stefano Francillo


WeWrite, anno I, n. 3, marzo 2010