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Home Cultura Le lingue del futuro

Le lingue del futuro

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Le lingue del futuro - chinglishQuali saranno le lingue del futuro? Una domanda a cui è difficile trovare risposta. Il fenomeno delle contaminazioni linguistiche è vasto e complesso; eppure nella Babele delle nostre metropoli, nonostante la confusione, è possibile imbattersi nelle più inaspettate varietà linguistiche. Umane e… non solo.


La grammatica sgangherata – Il Principe Carlo d’Inghilterra sostiene che la lingua più parlata al mondo non sia l’inglese, ma il “Globish” ovvero quell’inglese scorretto, storpiato e rudimentale che gli stranieri usano per comunicare tra di loro o con gli abitanti di paesi di lingua anglofona. Il termine deriva dalla fusione tra “global” e “English” ed è frutto di un mondo dominato dalla comunicazione via internet. Si tratta di una minaccia al “Queen’s English”, l’inglese perfetto e forbito di sua Maestà, come ironizza il principe Carlo, o è l’inevitabile risultato della globalizzazione? Usata da circa 4 miliardi di persone, è da molti considerata la lingua franca del terzo millennio: è la lingua di Twitter, del Movimento Verde in Iran e del film The Millionaire. Tutti fenomeni emblematici di una società di lingua Globish.

Lost in translation” –  A candidarsi come “lingua del futuro” c’è anche il “Chinglish”, uno strano idioma che fonde la lingua di Shakespeare con il mandarino, con risultati a volte davvero sorprendenti se non addirittura comici. Inserendo la parola “chinglish” su Google Images, si viene sommersi una serie di cartelli uno più esilarante dell'altro. “Abbiate pietà per le vite verdi sotto i vostri piedi” che sta per “Non calpestare il prato”. “Lasciate che la vostra testa urti (qui)”, per “Attenzione alla testa”. E ancora: “Annegare con attenzione”. Il Chinglish però, ha una pretesa molto ambiziosa: si prefigge di superare le barriere di comunicazione che separano la Cina dall'Occidente, promuovendo uno scambio linguistico e culturale tra la comunità di lingua cinese e inglese.

Le lingue del futuro - chinglishLe lingue del futuro - chinglish


Verso l’interculturalità –  Negli Stati Uniti l’inglese sta perdendo terreno di fronte all’avanzata dello spagnolo: il risultato è lo “Spanglish”, slang derivante dalla contaminazione di due culture: anglosassone e ispanica. Durante le prime ondate migratorie nel Nord del Paese gli ispanici, soprattutto portoricani e messicani, sopperivano alle loro lacune completando le frasi con parole spagnole. Nato come dialetto dei ghetti, appartenente alla popolazione povera e non istruita, lo Spanglish rappresenta oggi un passo verso l’interculturalità e l’ arricchimento linguistico.

La lingua dei robot – Oggi però, queste forme ibride derivate dall’inglese devono fare i conti con un nuovo avversario: il “Robotese” o “Roila” (Robot interaction language): un linguaggio che dovrebbe permettere la comunicazione tra a uomo e robot. Coniato dai ricercatori della Eindhoven University of Technology , mescola africano, tedesco e inglese e ha una grammatica semplice e senza irregolarità, che include sostantivi, verbi, aggettivi per un totale di 850 parole base. Il suono emesso risulta robotico ed è prodotto da un algoritmo che ne garantisce la differenziazione.
Segni di cambiamento – Insomma, la diversità linguistica è un importante valore da riconoscere per abbattere le barriere socio-culturali tra i vari Paesi. Le lingue sono vive e seguono l’evoluzione dei tempi: proiettano verso spazi nuovi, inesplorati e imprevedibili e sono lo specchio della storia e della cultura dei popoli. Si potrà mai dire lo stesso di una lingua artificiale?

Sara Sirtori

WeWrite, anno I, n. 9, ottobre 2010