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Home Cultura … quando tutto trema...

… quando tutto trema...

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La caducità della vita materiale è stata da sempre oggetto di speculazione filosofica da parte dell’uomo, soprattutto per esorcizzarne le paure. Ma quando poi la terra trema e in un battito di ciglia quello che era non è più, non esiste “contemplazione” filosofica che tenga.

Per quanto un’informazione globale ci stia allenando le orecchie e l’anima, pure queste catastrofi che “risucchiano” via uomini, donne e bambini lasciano sgomenti e davanti a tutto questo dolore, il compunto silenzio è doveroso. Qualsiasi altro moto, per quanto fatto col più nobile degli intenti, sarebbe frainteso e comunque risulterebbe vano.

Abbiamo quindi cercato di affrontare la notizia del terremoto ad Haiti, nella rubrica de “Il dritto e il Rovescio”, con la consapevolezza che scrivere per informare sia nostro compito ma anche invitare ad aiutare in forma “privata” – come ha invocato anche Bill Clinton – sia un nostro preciso dovere. L’esortazione è che, per quanto non possiamo smuovere le montagne da soli, pure tanti piccoli granelli messi assieme formano una duna di sabbia che può tentare di fronteggiarlo, “il mostro”…

L’approfondimento sul popolo haitiano, dilaniato da una storia non vissuta da protagonista ma spesso subita, continua in “ControLavoro”. Il problema di Haiti è sociale e il livello di non tutela della persona, come lavoratore, individuo, insieme ai problemi della clandestinità e del costo del lavoro, è balzato in prima pagina all’attenzione del mondo intero. Era noto ma adesso auspichiamo che, insieme alla ricostruzione materiale, gli organi di controllo internazionali tengano desta l’attenzione anche con inviti più coerenti e tangibili al governo locale per l’attuazione di quelle norme basilari che tutelano la dignità dell’uomo.

Qui mi fermo e cambio tema.

Vorrei parlare di “Noi”, di WeWrite, delle sue ambizioni e della sua redazione. Anche se senza alcuna pianificazione pubblicitaria e con un minimo supporto di attività di ufficio stampa, la notizia della nascita di un nuovo on line di giornalismo collaborativo è stata diffusa e tante richieste di collaborazione sono arrivate alla nostra redazione.

Perchè non lo dimentichiamo che il nostro volerci essere, nel panorama dell’informazione, è e intende costituire “l’alternativa”. Dare spazio alle idee, dare voce alla penna graffiante, arrabbiata, polemica, costruttiva, leale, coerente, piacevole. Questo e altro ancora ma sempre all’insegna del “dare spazio”.

L’informazione, nonostante la profonda crisi dell’editoria in Italia, continua a rappresentare il punto di approdo e di partenza del potere in tutte le sue vesti e forme. I giornali, dicevo, sia di carta stampata che on line, non sono mai stati così letti come in questo tempo. Pertanto si fa più forte il nostro invito collaborativo a volerVi ascoltare per costruire insieme punti di vista differenti e leggere la storia moderna, la nostra, quella che viviamo quotidianamente, con una chiave partecipativa più credibile ed evoluta.

Anna Leone


WeWrite, anno I, n. 2, febbraio 2010