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Home Recensioni Libri 1Q84: la nuova opera di Haruki Murakami

1Q84: la nuova opera di Haruki Murakami

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1Q84 di Haruki Murakami1Q84 è un volume che attira, il titolo è pensato per richiamare alla mente la grande opera di Orwell; la quarta di copertina espone, a grandi linee, una storia complessa e misteriosa; le prime quattrocento pagine possono essere lette in un fiato senza mai stancarsi. A un certo punto, qualcosa si guasta. La lettura è meno fluida, il ritmo rallenta e ciò che fa andare avanti è la speranza che la storia si risollevi.


Murakami costruisce un mondo in cui tutto, apparentemente, sembra normale, ma il principio fondante dell'opera è che nulla è come sembra e sono in pochi a comprendere le discrepanze fra il mondo reale e quello che si sostituisce a esso. Gli eventi, gli dei, i valori, la morale, tutto subisce un lieve slittamento che cambia le carte in tavola.

I protagonisti sembrano belli e perfetti, sono due cuori infranti che si cercano per guarirsi reciprocamente; camminano l'uno verso l'altra inconsapevolmente senza mai trovarsi. Nonostante la profonda dimensione umana che l'autore prova a conferire ad Aomane e Tengo (questi i nomi dei personaggi), sembrano sagome bidimensionali bloccate sullo sfondo. Murakami progetta tanti individui che dovrebbero essere umani ma che, in realtà, assomigliano più a stereotipi che, nonostante i lati negativi, risultano essere sempre vincitori e, di conseguenza, sembrano falsati.

Abbondano anche i riferimenti alla cultura pop, letteraria e musicale dell'Occidente, così come i nomi della tradizione nipponica ma, i primi sembrano preziosi soprammobili nozionistici, come i personaggi non hanno profondità e sono concepiti per popolare la storia senza fissarsi nella trama narrativa.

Ad affaticare il lettore c'è anche lo stile ridondante dello scrittore giapponese che per rafforzare i concetti scade nella ripetitività. In tal senso bisogna tenere presente la problematica della traduzione che, mai come nei casi di sistemi linguistici così diversi, porta a un'inevitabile alterazione.

Monica Guerrasio

WeWrite, anno III, n. 1, gennaio 2012