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Home Città Cibo e musica come cultura d’integrazione

Cibo e musica come cultura d’integrazione

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Non di solo pane… – Sono ormai remoti i tempi in cui il cibo si configurava come simbolo di peccaminosa ingordigia, tanto da meritare, per chi ne faceva abuso, la necessaria collocazione in gironi infernali di dantesca memoria.Ora esso costituisce un pretesto per "assaporare" la preziosa essenza del territorio da cui proviene, un modo per carpire l'estro creativo di coloro che, con sapienti combinazioni, lo rendono magicamente appetibile.
Ciò che però stupisce ancora di più è il connubio che viene fatto, in maniera esplicita, fra cibo e cultura, quella per intendersi, con la C maiuscola.

In alcuni ristoranti si tengono presentazioni di libri antichi o serate con prestigiosi autori, forse  per rendere più “appetibili” alcune tematiche alquanto desuete o, più semplicemente, per dare maggiore visibilità a esercizi commerciali che pur vantando velleità, non trovano riscontro sul piano della frequentazione da parte di una specifica clientela

Il cibo in biblioteca – Accanto a questa moda bizzarra è da segnalare, al contrario, un’ encomiabile iniziativa organizzata presso alcune biblioteche come quella “Venezia”, in via Frisi 2/4, adiacente al Centro storico di Milano. Luogo anche questo caratterizzato dall’afflusso di massicce etnie che hanno in qualche modo destabilizzato il quotidiano vivere, anche dal punto di vista culinario: profumi di kebab o di couscous si mescolano a quelli dei fast food o delle onnipresenti pizzerie, spesso gestite da immigrati extracomunitari. Perché  allora non sensibilizzare la propria identità di individui tramite l’essenza del cibo che ci rappresenta?

“Racconti e sapori” è una sorta di viaggio culturale immaginario, articolato in 12 incontri, rivolto a donne italiane e straniere, i cui fili conduttori saranno: il vissuto, i racconti e i sapori. Si tratterà di un confronto sul vissuto, tra culture e paesi diversi, effettuato tramite lo scambio di ricette gastronomiche. Un pretesto per recuperare ricordi, per confrontare esperienze, scoprendo aspetti differenti del modo di alimentarsi tramite la combinazione di elementi che ci appaiono a volte bizzarri.

Insieme… per farti la festa – Al termine del percorso è prevista una festa finale denominata “Il pranzo di Babele”, e, cosa più importante, la realizzazione di un “book” che consentirà la fruizione  del prodotto da parte di un pubblico più allargato. L’originale progetto prevede anche un corso rivolto a bambini italiani e stranieri, guidati da Patrick Fassiotti, esperto di World Music, che si cimenteranno nella ideazione di fiabe con colonne sonore ispirate ai brani musicali dei diversi paesi d’origine. Il tutto documentato da un cd musicale in tiratura limitata. Questo “nutrito” evento è stato reso possibile dalla fondazione Cariplo, e da quella Vodafone Italia, oltre che dal Comune di Milano.

L’auspicio è quello di valorizzare sempre più l’ interscambio fra culture diverse, avvalendosi di tutto ciò che scaturisce dall’immediato, per trasformarlo, come in questo caso, da cibo per il corpo a nutrimento, più appagante, per la mente e per il cuore.

Giuseppina Serafino


WeWrite, anno I, n. 9, ottobre 2010