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Home Città E se fossimo… 13 a tavola?

E se fossimo… 13 a tavola?

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Una commedia brillante, di una comicità leggera, che mette in luce piccole verità della vita di tutti i giorni. Si intitola 13 a tavola, di Gilbert Sauvajon con la regia di Martino Palmisano: una commedia che gioca con la scaramanzia e lo fa con autoironia e semplicità.
13 a tavola è tutto questo, ma anche molto di più. Abbiamo incontrato Martino, regista e attore teatrale da circa dieci anni e per tanti anni giornalista musicale e conduttore radiofonico di programmi serali e notturni. Il suo sogno? Portare a teatro tutti, grandi e piccini e fare in modo che il teatro diventi un’occasione in più per stare insieme.
Martino, come nasce l’idea di questo spettacolo?
«Parlando tutti i giorni di teatro con le più disparate tipologie di persone (dalla signora delle pulizie alla mamma, dalla commessa del negozio all'idraulico), ho intuito che è enorme quella fascia di pubblico che vede nel teatro qualcosa di lontano, di incomprensibile, di troppo impegnato. La scelta della semplicità e della leggerezza nasce da qui: è a questo pubblico genuino che ci rivolgiamo. Vorrei che per una sera la gente spegnesse la televisione per trascorrere a teatro una serata divertente e spensierata».

In che modo hai pensato di avvicinare un pubblico sempre più vasto al teatro?

«Vogliamo dare vita a uno spettacolo che, tra sorrisi e colpi di scena, favorisca l'incontro umano; anche per questo, a fine spettacolo ci sarà un buffet offerto da noi, dove – tra una fetta di panettone e un bicchiere di vino –  le persone possano fare due chiacchiere, socializzare e magari aspettare gli attori per fare un brindisi con loro».

La musica è sempre stata una delle tue più grandi passioni. Che ruolo ha la musica in questo spettacolo?
«Ho pensato alla musica dal vivo, con un favoloso pianista – il maestro Dario Gentile – che intratterrà il pubblico ancor prima dell'inizio dello spettacolo, in modo da creare un'atmosfera accogliente; il tutto come se, invece che a teatro, fossimo a una festa tra amici. La musica resta dal vivo per tutta la durata dello spettacolo a fare da colonna sonora».

Com’è strutturata la commedia e di quali temi tratta?
«Il testo è scritto in tre atti, ma ho preferito renderlo in un unico che dura un'ora e trenta minuti circa. La storia riguarda la superstizione di Maddalena Villardier, la padrona di casa, che, a due ore dalla cena di Natale, si rende conto che i commensali rischiano di essere (per l'appunto) in 13 a tavola! Farà di tutto per aggiungere o sottrarre qualcuno, ma non sarà facile… Poi apparirà un'amante di vecchia data del marito e qui nascono le gag e i divertenti colpi di scena. Si tratta di un umorismo bonario che non offende nessuno. Oltre alla scaramanzia, nel testo si deride il mondo dell'apparenza e delle formalità. Le tre donne, tutte in modo diverso, finiscono col vedere nei loro uomini meriti e qualità che i loro uomini non hanno, ma i nodi verranno al pettine

Dove possiamo venire a vedervi a dicembre?

«A dicembre saremo in scena sia a Milano, sia a Torino. A Milano saremo presso il Teatro Verga (via G.Verga, 5) il 16, 17, 18 e 19 dicembre. Lo spettacolo è adatto a un pubblico sia di adulti sia di giovanissimi; saremmo contentissimi di portare i più giovani a teatro e per questo segnalo che –udite udite – i fanciulli fino a dodici anni pagano solo un euro!»
Uno spettacolo da non perdere, con un cast eccezionale e personaggi “presi in prestito” direttamente dalla vita.

Interpreti: Elisa Beato, Roberto Galluccio, Samira Zuabi, Claudia Randazzo, Massimo Caldarone, Alessandro Fortalezza, Martino Palmisano


Per info http://www.13atavola.it/


Sara Sirtori

WeWrite, anno I, n. 11, dicembre 2010