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Home Città Stanley Kubrick fotografo (1945-1950)

Stanley Kubrick fotografo (1945-1950)

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Stanley Kubrick - fotoLa mostra Una mostra nuova è aperta a Palazzo della Regione di Milano fino al 4 luglio. “Stanley Kubrick fotografo 1945-1950” è realizzata dal Comune di Milano e da Giunti Arte Mostre Musei, in collaborazione con la Library of Congress di Washington e il Museum of the City of New York. Curata da Rainer F. Crone, l’esposizione presenta per la prima volta in assoluto duecento stampe, da negativi originali, delle foto scattate da Kubrick nella seconda metà degli anni Quaranta per la rivista Look.

Solo un ragazzino Era soltanto un ragazzino di tredici anni quando suo padre gli regalò una macchina fotografica. Stanley Kubrick, noto per essere uno dei personaggi che ha fatto la storia del cinema, iniziò quasi per caso la sua carriera da giovane fotografo: uno scatto effettuato a un edicolante rattristato per la morte del presidente Roosevelt piacque alla famosa rivista Look, che gli diede molti incarichi. La sua abilità stava nel saper catturare quello che gli si chiedeva di mostrare.
Questa mostra è una vera e propria sorpresa. In ogni fotografia si riconosce l’occhio del maestro cineasta. Palazzo della Ragione è uno spazio ben organizzato nel quale si susseguono fotografie suddivise per tema.

Le fotografie e la ricerca di una posa Si inizia con il “Paddy wagon”, il veicolo più sicuro per il trasporto dei prigionieri. Queste fotografie sono caratterizzate da una posa cinematografica: Kubrick ricerca una particolare simmetria. Si concentra soprattutto sulle mani, protagoniste, che impugnano una pistola, mostrano delle pallottole o sono incatenate da manette.

I ritratti Il tema seguente è la storia del ragazzino lustrascarpe Mickey. Il suo visino simpatico è ritratto in momenti diversi: un bambino che fa i compiti, un omino che lustra le scarpe, un giocatore di carte e un buon amico. Kubrick è riuscito a fare il quadro completo della sua giovane vita.

A questa photo-story si accosta quella della bellissima Betsy Von Fürstenberg, attrice che ha avuto un successo incredibile sin da giovane. Betsy sa come offrirsi all’obiettivo, è consapevole della sua bellezza, e questo si nota bene nelle istantanee a lei scattate. Dall’eleganza del ballo alla semplicità della camicia da notte, il fotografo la ritrae proprio come una diva.

Il circo e la città degli orfani: due mondi rivelati Si passa poi alle curiose e originali immagini del circo. Dietro le quinte, il circo è una piccola società che conserva meraviglie insolite: tigri coccolate come cagnolini, uomini snodabili e acrobazie sensazionali fanno parte della vita di tutti i giorni; il fotografo cattura meticolosamente un mondo estraneo alla realtà.

Un altro mondo documentato da Kubrick è quello della città degli orfani, Mooseheart. Situata vicino a Chicago, in questa città si dà da mangiare a settecento orfani. Ma non viene offerto loro solo lo stretto necessario: si organizzano istruzione e svaghi nel tempo libero. Sono bambini felici, che si sentono in famiglia e questo è trasmesso dalle fotografie che li ritraggono in posa o durante le loro attività quotidiane, sempre sorridenti.

L’università La Columbia è l’università più esclusiva di New York. Tra le più antiche università statunitensi, è considerata una delle più ricche scuole private d’élite, in particolare nel campo della fisica. Il fotografo effettua scatti significativi, come quello dell’esperimento di chimica, ma documenta anche altri insegnamenti che non vengono trascurati, come il teatro o il disegno. Parallelamente, un’altra università è visitata da Kubrick: Michigan, nel Midwest, che si caratterizza per la sua tradizione liberale. Infatti, nel 1870, per la prima volta negli Stati Uniti, al campus vennero ammesse anche le donne. È questo aspetto ad essere immortalato: le studentesse, con una sigaretta in bocca e l’aspetto emancipato, studiano affianco agli uomini.

I viaggi Infine, sono esposte fotografie di viaggi, in cui le bellezze del posto e le tradizioni sono soltanto sfondo delle scene teatrali, nelle quali Kubrick pone i suoi personaggi in pose ben studiate. Lo sguardo del maestro del cinema rende le fotografie piacevoli e animate.

Scorci di storie vere L’esperienza di Look è stata senza dubbio un’ottima palestra per Kubrick. Luce, inquadrature e soggetti colpiscono subito: lo spettatore sembra trovarsi davanti ai fotogrammi di un film in stop. Sono storie vere, come lo saranno in seguito i suoi primi cortometraggi, che Kubrick ama raccontare unendo estetica e tecnica, due elementi che ha imparato a migliorare con il tempo. Una mostra interessante che può piacere a tutti.


Virginia Vitali


WeWrite, anno I, n. 6, giugno 2010