Nasce oggi un filo diretto con i nostri lettori, un luogo dove esporre problemi, condividere dubbi ed esperienze, esprimere idee.
La rubrica rappresenterà un DIALOGO aperto, un dialogo che rappresenterà il punto di partenza per costruire una sorta di network della solidarietà, ma anche un luogo dove sentirsi a casa, dove si potrà sempre fare ritorno sapendo di esserti accettati con gioia e serenità. Un posto dove poter discutere e proporre idee, esporre il proprio punto di vista su qualsiasi argomento (o quasi). Dove essere ascoltati senza le costrizioni della posta dei lettori.
In questo ci differenziamo: le nostre risposte saranno focalizzate sul lettore che ha inviato la domanda, l'attenzione sarà tutta rivolta a lui, cosa che all'atto pratico significherà non rispettare i canoni di leggibilità internettiana. Perché l'attenzione vuol dire farsi tutto orecchio. Altrimenti si finisce come chi discute in un pub o al ristorante e si preoccupa di cosa dicono i vicini di tavolo.
Il senso di questa rubrica sta nella consapevolezza del fatto che WeWrite nasce come rivista di giornalismo partecipativo: una rivista che ascolta e che è vicina alle persone. Rappresenta uno strumento che dà la possibilità a tutti (a noi così come ai lettori) di esprimere le proprie idee, problemi, frustrazioni, o semplicemente comunicare qualcosa.
Il fatto che qualcuno, imbattendosi nel nostro sito, possa sentire l'esigenza di condividere con noi - con WeWrite - una parte di vita, secondo noi ha un grandissimo valore.
WeWrite è una rivista NON convenzionale e desideriamo fortemente che sia radicata tra le persone, che le ascolti, che abbatta le barriere tra i soloni della carta stampata, della politica, delle aziende, delle posizioni di potere e la GENTE.
NOTA: per permettere a tutti di parlare liberamente, abbiamo deciso di omettere il nome di chi ci scrive, se richiesto.






