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Home Sport Kickboxing: quando combattere è divertente

Kickboxing: quando combattere è divertente

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Kickboxing - uno sport per tuttiQuando si pensa alla kickboxing si immagina subito un ring, un arbitro, e due atleti che “se le danno di santa ragione” per buttare al tappeto l’avversario. In pratica, si pensa a uno sport violento, dove nasi rotti e contusioni sono all’ordine del giorno. In realtà questo è solo uno degli aspetti di una disciplina che ha al suo interno diverse sfaccettature.

Dal punto di vista agonistico, infatti, la kickboxing si suddivide in quattro categorie ben distinte: full-contact, low-kick, light-contact e semi-contact. Se le prime due, ovvero full-contact e low-kick, sono da considerarsi l’appendice violenta di questo sport da combattimento, ligh-contact e, soprattutto, semi-contact sono i lati meno pericolosi e molto più divertenti della disciplina.

Una disciplina non violenta – In pratica le tecniche sono sempre le stesse, ma il modo di combattere perde la sua violenza. Il light-contact è un combattimento continuato che avviene su un tatami (i tappetini utilizzati in molte arti marziali) dove non vale il KO (l’atterramento dell’avversario che non riesce più a rialzarsi dopo il conteggio dell’arbitro) e i colpi vanno controllati al contatto, pena un’ammonizione o la squalifica dall’incontro. Ancora più leggero il semi-contact: sempre con colpi controllati, l’arbitro ferma l’incontro ogni volta che gli avversari si toccano. L’incontro somiglia così a una gara di scherma dove, al posto della spada, si utilizzano pugni e calci (anche saltati).

Controllare il proprio corpo – L’allenamento di semi-contact ha diversi vantaggi. Si comincia con un buon riscaldamento, solitamente composto da corsa e da alcuni esercizi, per poi passare allo stretching, che facilita l’allungamento muscolare e permette una maggiore apertura delle gambe – utile per lanciare i calci – e si conclude con la fase tecnica, con le tecniche in coppia e con il combattimento.

Dal punto di vista fisico si sviluppano molto i muscoli delle gambe, i glutei e gli addominali. I colpi di calcio, infatti, richiedono uno sforzo continuo dei muscoli di tutta la fascia addominale, nonché dei glutei. Inoltre si sviluppano oltremodo la coordinazione, l’equilibrio, i riflessi e, in generale, il controllo del proprio corpo.

Uno sport per tutti – L’allenamento di semi-contact è consigliato a chiunque voglia allenarsi in uno sport da combattimento senza rischiare di farsi male, alle donne (che troveranno nelle tecniche apprese anche un valido aiuto nella difesa personale) e ai bambini. Proprio i bambini, per i quali si consiglia un inizio a un’età di circa sei anni, ricevono un grande vantaggio dalla pratica del semi-contact, migliorando la coordinazione e allungando i muscoli in maniera rapida ed efficace. Anche i bambini più vivaci riescono ad avere incanalata la loro energia in uno sport divertente ma in cui vige la giusta disciplina.
L’Italia è una delle nazioni più “decorate” nel semi-contact, e vanta attualmente quattro campioni del mondo nelle varie categorie di peso (i combattimenti, infatti, vengono effettuati contro avversari dello stesso peso).

Fate una lezione di prova nella palestra più vicina a casa vostra, potreste scoprire una disciplina stancante ed efficace ma, ciononostante, sempre divertente.   


Attilio Cardella


WeWrite, anno I, n. 4, aprile 2010