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Home Recensioni Cinema I migliori film fantasy della storia del cinema: da Il Signore degli Anelli al Mago di Oz

I migliori film fantasy della storia del cinema: da Il Signore degli Anelli al Mago di Oz

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I migliori film fantasy della storia del cinema - Il signore degli anelli: il ritorno del reSe volessimo stilare una classifica dei migliori film fantasy approdati sul grande schermo, o semplicemente citarne alcuni, ci ritroveremmo inevitabilmente di fronte a numerosi titoli. Dal Mago di Oz alla saga de Il Signore degli Anelli, cercheremo nel miglior modo possibile di evidenziare i titoli più importanti che, per un motivo o per un altro, sono entrati nella Hall of Fame” del cinema fantasy.



Fantatecnologia – Per i bambini e anche per i più adulti, la fantasia è sempre stata lo strumento che ha permesso di “volar via” dalla realtà e arrivare in mondi nuovi, immaginari, in una vita surreale con persone ben diverse da quello che con i nostri occhi vediamo e viviamo ogni giorno. Per questo oggi, con l’avvento delle nuove tecnologie, quei mondi ideali che la nostra mente crea e ricrea costantemente, hanno la possibilità di sbarcare al cinema e non essere solo un prodotto della nostra mente, ma anche una gioia per i nostri occhi. Cosi nasce il fantasy cinematografico, un genere vasto e dettagliato tanto quanto la nostra immaginazione, che si caratterizza per essere la riproposizione di un mondo come il nostro, ma che in realtà non coincide affatto, oppure di un’epoca passata che, sotto l’influsso del genere fantasy, muta nelle sue caratteristiche più rilevanti, come fosse una rivisitazione del passato.  

Una chiara prova di questo è la trilogia de Il Signore degli Anelli, un bottino da 17 premi Oscar distribuiti in 3 film, di cui 11 solo per l’ultimo capitolo Il Ritorno del Re, consacrato come capolavoro indiscusso. Nato dal genio Tolkien (considerato da molti uno dei più grandi artefici del genere fantasy letterario), è portato sul grande schermo dal regista Peter Jackson che, perfettamente, combina tutti quegli aspetti epici e fantastici sullo sfondo degli incantevoli paesaggi della Nuova Zelanda, con un cast eccellente e affidandosi al successo del più famoso racconto tolkeniano e, probabilmente, di tutto il mondo fantasy.  Dragonheart, diretto da Rob Cohen, è un film emozionante perché la sua matrice è un connubio di sentimenti quali l’amore, l’amicizia e il sacrificio, il tutto mescolato nella storia avventurosa di un cavaliere e del suo amico drago. Difficile poi dimenticare la colonna sonora, To the Stars, maestosa e avvolgente allo stesso momento. Mantenendoci nel filone avventuroso e sentimentale del fantasy un altro titolo ci torna facilmente in mente: LadyHawke, ci racconta la romantica storia di una dama e un cavaliere, infittita da una maledizione che ostacola il loro grande amore, il tutto costruito sapientemente dal regista Richard Donner e girato nei meravigliosi paesaggi abruzzesi.

Anni Ottanta – Quando si parla di fantasy, difficilmente possiamo scordarci delle antiche leggende di Re Artù, Lancillotto e della famosa tavola rotonda, per questo è obbligo citare l’opera di John Boorman, Excalibur, distribuito nelle sale nel 1981, e che perfettamente riuscì nell’intento di rievocare la magia e l’epicità di una leggenda senza tempo come quella di Re Artù. Sempre negli anni Ottanta, precisamente nel 1984, Wolfgang Petersen dirige La Storia Infinita, tratto dall’omonimo libro di Michael Ende che, dopo la visione del film, disse: «Auguro la peste ai produttori. Mi hanno ingannato. Quello che mi hanno fatto è una sozzura a livello umano, un tradimento a quello artistico». Ahimè, seppure l’autore del best seller non apprezzasse la riproposizione cinematografica del suo racconto, tanto da far levare il suo nome dai crediti, questo film fu un trionfo all’epoca e un successo di effetti speciali. Il regno di Fantasia, l’indimenticabile drago Falktor, il Nulla che minaccia il regno e Bastian, il bambino protagonista dell’opera, sono solo alcuni degli aspetti caratterizzanti di questa vera e propria favola cinematografica costata ben 25 milioni di dollari, che ne fecero il più costoso film di produzione tedesca.
Altro titolo di rilevante importanza è Willow, diretto da Ron Howard che abilmente fonde in questa pellicola tutte le più classiche caratteristiche del mondo fantasy: cavalieri, fate, streghe, mostri, gnomi e tanto altro. Risultato? Un mix fantasioso e appassionante che sfrutta appieno i grandi effetti dell’epoca, oltre che avere come protagonista un ottimo Val Kimer, ancora a inizio carriera.

Giorni nostri – Già citato in apertura Il Signore degli Anelli, nell’ultimo decennio un altro grande successo letterario, nato dalla penna di J.K.Rowling, è stato ripresentato sul grande schermo: le avventure del mago Harry Potter, con ben 8 capitoli cinematografici a lui dedicati e un’affermazione planetaria con a seguito un fenomeno culturale e adolescenziale non indifferente. Generazionale.
Un'altra saga ha fatto buon uso del digitale, I Pirati dei Caraibi, una vera e propria perla del genere fantasy che unisce realtà e fantasia, comicità ed epicità, il tutto sorretto da un bravo Johnny Depp interprete dell’originale Capitan Jack Sparrow.

Infine, per scovare il padre di tutti i film fantasy, dobbiamo fare un bel balzo indietro nel tempo, precisamente nel 1939 in cui fu prodotto Il Mago di Oz, tratto dal romanzo di Frank Baum. Una produzione enorme per l’epoca, diretta da Victor Fleming (stesso regista di Via col Vento), incentrata su una fiaba evergreen che ha tanto da insegnare e che è ora un indiscusso classico del cinema hollywoodiano. Grande importanza fu data all’uso del technicolor e al sonoro, in particolare una canzone destinata a durare ancora oggi Over the Rainbow.

Luca Abozzi

WeWrite, anno III, n. 7, luglio 2012