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A scuola di matrimonio

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A scuola di matrimonioPartner smarriti – Trovare un partner nell’era moderna è un percorso arduo e tortuoso, oltre a un altissimo dispendio di energie, tempi e costi di produzione. Anche nel momento in cui si crede di aver finalmente trovato una soluzione concreta al problema (un marito), nel 50% dei casi la splendida avventura matrimoniale si tramuta in un agghiacciante divorzio animato da istinti vendicativi e mire sul possesso della casa al mare, comprata con i soldi di entrambi.

Mai più zitelle – Per le donne afflitte, senza speranza, che non credono più nel colpo di fulmine dopo aver trovato l’ultimo fidanzato a letto con la cassiera della Coop, i giapponesi, come in molti altri casi, hanno una soluzione: l'Istituto Infini. Ben lontano dalle solite agenzie matrimoniali, su cui Marta Flavi ha fondato un impero, senza nulla a che spartire con i siti internet di appuntamenti, le cui pubblicità spopolano in tv, promettendo succulenti incontri con aitanti giovanotti (basta iscriversi con intento antropologico per scoprire gli sconfinati abissi della disperazione umana), non temendo confronto con le patetiche cene organizzate tra amici che iniziano con un «Giulia, devo presentarti Jacopo: è per-fet-to per te!» e si concludono con «Sì, è simpatico.», l'istituto giapponese offre una ventata di fresca e innovativa aria zen.

La fine dell'appuntamento al buio – All'Istituto Infini non compilerete un questionario su passioni e hobby personali, non specificherete lavoro e colore dei capelli del principe azzurro ricercato, non incapperete in squallidi appuntamenti al buio che si concludono mandando un sms alla propria migliore amica pregandola di chiamarvi urgentemente per poter scappare. No.

All'Istituto Infini, pagando una modica rata di 200 mila yen (circa 1600 euro) imparerete la vera arte della seduzione, scoprirete come legare indissolubilmente a voi l'uomo dei vostri sogni, sposarlo e metter su famiglia.

I corsi sono la parte più succulenta dell'offerta – Tra le varie discipline troviamo le banalissime ma sempreverdi “Galateo” e “Buongusto” (che come Cristina Parodi ci insegna sono le basi per un sano e genuino snobismo), le prevedibili “Relazioni con Lui”, le “Regole per l'uscita di coppia” e infine, le mie preferite: “Regole per flirtare via sms” e “Coordinare i vestiti”, sulle quali vorrei soffermarmi. Conosco donne che da anni fondano le loro relazioni sulla bravura di una certa amica a mandare messaggi, e-mail, biglietti di auguri e intavolare spiritose discussioni in chat; peccato che dal vivo non riescano a mantenere la stessa verve. Ne conosco altre che pur avendo uno stipendio da fame, sono sempre impeccabili e spendono 40 euro per uno shampoo e un balsamo senza trovare marito. Ho anche amiche normali, semplici, sincere, che forse proprio per questo inciampano da anni in emeriti bastardi o che da anni sono “sfelicemente” fidanzate con Paolo che a detta loro «Non so nemmeno cosa ci sto ancora a fare con lui, però dove ne trovo un altro? ». A essere sincera, di amiche felici in coppia con l’uomo ideale ne ho, ma sono due.

In conclusione Inutile ora stare a disperarsi, inutile ipotizzare un trasferimento imminente, inutile cercare di imparare l'oscura lingua. Tanto, ridendo e scherzando, dato il coatto controllo delle nascite giapponese, finiremo tutte nella rete di uno studente modello dell’Istituto Infini.


Martina Ravasio


WeWrite, anno I, n. 5, maggio 2010