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Home Società Energie Rinnovabili Fotovoltaico in Emilia Romagna

Fotovoltaico in Emilia Romagna

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Fotovoltaico in Emilia Romagna (Fiabilandia: come si può vedere, l'impianto è ancora in fase di ultimazione, infatti le aree sterrate verranno ben presto trasformate in aree di parcheggio asfaltate)Riconversione e diversificazione sembrano essere le parole d’ordine dell’economia moderna. Secondo il loro credo si trasforma non solo il rapporto tra uomo e lavoro, ma anche e soprattutto il territorio. È quello che sta accadendo in Romagna, dove tra campi di grano e vigneti, tra balere aperte il giovedì sera per il liscio e scorci di felliniana memoria, il paesaggio è sempre più spesso costellato da pannelli fotovoltaici.

Il Conto Energia – La proliferazione di impianti fotovoltaici per la produzione di energia elettrica è il risultato del Conto Energia, la normativa che a partire dal 2005, e con le successive modificazioni apportate nel 2007, recepisce la Direttiva comunitaria per le fonti rinnovabili (Direttiva 2001/77/CE). Tale norma consente ai soggetti privati la realizzazione di impianti a pannelli fotovoltaici, garantendo per vent’anni l’acquisto dell’energia prodotta e non utilizzata, secondo tariffe prefissate. Attraverso il piano incentivi del Conto Energia, il sistema energetico nazionale può quindi godere di investimenti privati che hanno abbondantemente superato le attese, tanto che nei primi 9 giorni dalla sua entrata in vigore il 19 settembre 2005, sono state ricevute richieste di adesione al Conto Energia sufficienti a coprire l’intero monte finanziabile, successivamente ampliato, previsto inizialmente fino all’anno 2012.

La piccola e media impresa diventa fotovoltaica – Se è comunque vero che sono molte al giorno d’oggi le abitazioni private che hanno dotato i loro tetti di impianti a pannelli fotovoltaici, sono state però le piccole e medie imprese a investire maggiormente in questo settore. L’utenza privata può infatti godere di tariffe di acquisto dell’energia mediamente più vantaggiose (poiché il Conto Energia premia impianti che rispettano criteri di integrazione architettonica), ma sono le imprese ad avere più facilmente a disposizione ampi spazi da trasformare in una rendita garantita. Le grandi superfici delle sedi produttive dispongono infatti, nella maggior parte dei casi, di aree inutilizzate di analoghe dimensioni, ed è così che i tetti di molti capannoni industriali sono diventati la base ideale per impianti fotovoltaici di media potenza, in grado di ridurre i costi per l’energia elettrica, o nei casi migliori, in grado di trasformare un costo in un ricavo.

Impianto parzialmente integrato presso una media impresa della zona di Rimini Impianto realizzato nell'area parcheggio della Fiera di RiminiImpianto realizzato nella campagna dell'entroterra cesenate.

Impianti che fanno scuola – Con un’estensione di 20 mila metri quadri di pannelli fotovoltaici, l’impianto recentemente realizzato a Rimini dallo storico parco divertimenti Fiabilandia è il più esteso dell’intera provincia. L’impianto, costato 8 milioni di euro, è in grado di erogare una potenza pari a 2 megawatt al giorno che, secondo le stime fatte dalla dirigenza del parco, rappresentano il doppio di quanto il parco stesso assorba nel momenti di maggiore affluenza. Ciò significa che l’impianto è in grado di garantire una costante immissione di energia elettrica nella rete, un ammontare pari a un minimo di circa il 50 per cento dell’energia prodotta nei momenti di massimo assorbimento, che sale al 100 per cento nei mesi invernali, quando il parco è tradizionalmente chiuso. L’impianto, realizzato nell’ampio parcheggio e integrato nelle tettoie parasole, riconverte perciò in corrente elettrica e in denaro, tutta l’energia che normalmente si disperde nel surriscaldamento delle automobili lasciate in sosta. Una soluzione virtuosa che ha tuttavia sollevato negli abitanti della zona polemiche per l’impatto ambientale, ovvero per la radicale modifica estetica del territorio.

Un iter tortuoso – In termini di ecosostenibilità i risultati ottenuti dal Conto Energia sono di sicuro interesse, per contro il percorso necessario per la realizzazione degli impianti non risulta particolarmente agevole. Riconosciuta come opera edile, la costruzione di un impianto fotovoltaico, fatti salvi in alcune regioni quelli di potenza limitata, necessita infatti di un permesso a costruire, ovvero di una dichiarazione di inizio lavori. Sono inoltre indispensabili le autorizzazioni legate a vincoli di tipo paesaggistico e di impatto ambientale, nonché tutta la documentazione relativa alla connessione alla rete elettrica, oltre ovviamente a un capitale commisurato all’investimento. Una dose spesso eccessiva di burocrazia, nella quale chi decide di realizzare un impianto deve confrontarsi non senza difficoltà con soggetti sia pubblici che privati, ricorrendo spesso a società di consulenza quali per esempio Linservice Group, che aiutano a verificare dal punto di vista autorizzativo la fattibilità o meno della realizzazione dell’impianto.

Olivier Gasperoni

WeWrite, anno I, n. 11, dicembre 2010