La percentuale si riferisce all'energia prodotta da fonti rinnovabili sul totale dei consumi finali. L'Europa ce la farà. Gli studi presentati prospettano un dato, a giugno, che si aggirerà intorno al venti e tre per cento, grazie agli sforzi profusi dagli stati membri, soprattutto quelli che hanno sfondato il loro target come Spagna e Austria. Non certo per merito dell'Italia che si attesta attorno un vergognoso sette per cento.
Ma l'Italia è in Europa, da sempre, o quasi, e quindi ce la faremo anche noi, seppur per interposta istituzione. Non basterà, questo è certo, per risolvere i problemi legati all'inquinamento che affliggono il pianeta, ma è comunque un inizio, almeno la sensibilizzazione e l'interesse sembrano aver iniziato un incremento che pare non si arresti. Anche perché rappresenterebbe l'avellersi dalla schiavitù rappresentata dagli idrocarburi, il che, anche economicamente parlando, non è certo poco, considerando il fatto che i paesi maggiori produttori di petrolio e affini non sono siti in Europa, che di contro però, rappresenta sicuramente uno dei maggiori consumatori di greggio. È chiaro perciò che gli interessi non siano solo quelli nobili e sani della salute e del pianeta e degli uomini, ma anche economici e politici.
Chist'è 'o paese d' 'o sole – Che l'Italia goda di una posizione geografica invidiabile dal punto di vista del clima che ne deriva, è cosa nota. Tralasciamo l'ondata anomala di mal tempo che affligge lo stivale, come una rondine non fa primavera così un pinguino non fa inverno.
Il sole italiano è noto a livello continentale, tanto che l'Italia, così come gli altri paesi che non hanno raggiunto il target del venti per cento a onor del vero, sarà costretta a importare l'energia pulita che non riesce a produrre. I perché non si riesca sono davvero tanti, troppi per poter essere trattati in questa sede, occorrerebbe uno spazio ad hoc, ma è doveroso dire che questa, a mio modesto parere, è una vergogna vera, al giorno d'oggi, è come se non si prestasse cura alla propria dimora e, di fatto, tutti sappiamo che gli interessi di tutti i nostri politici, salvo rare eccezioni, esulano assolutamente dall'abitare un pianeta ecologicamente sostenibile. Dovremmo essere noi a condizionare i nostri governanti, invece avviene sistematicamente il contrario e la sostenibilità diventa e rimane solo economica.
Climagate, scandalo sul sole – Non dimentichiamo, come solitamente accade per i fatti che importano davvero, il recente e clamoroso avvenimento che ha influenzato il vertice internazionale sul clima di Copenhagen e reso l'Europa teatro di un incontro oserei dire surriscaldato, l'attacco hacker che ha in parte svelato alcuni retroscena inquietanti sulla realtà del problema costituito dall'effetto serra e dall'eccessiva temperatura del pianeta. I ragazzi del Climatic Research Unit della University of East Anglia, una delle massime istituzioni in fatto di clima e surriscaldamento globale, si scambiavano e-mail non del tutto professionali e che svelavano non pochi retroscena clamorosi sulla gestione e sulla reale entità del problema, una volta in rete i carteggi virtuali, s'è potuto leggere e constatare in autonomia come si è stati presi in giro, per molti versi, su quanto concerne il sopracitato effetto serra. I giornali ne hanno parlato pochissimo, la televisione poco più di niente, la rete pullulava di veline elettroniche ed era scossa dal tam tam che riportava dettagli e descrizioni particolareggiatissime di tutto l'evento. Pare quindi che non sia chi è nella rete quello in trappola.
Siamo sinceri, la Terra non ha bisogno di noi – Ere glaciali, eruzioni, terremoti, movimenti tellurici da colossal hollywoodiano, niente, il pianeta non smette di girare e vivere. Sorrido quando sento che ci si deve adoperare per salvare il pianeta, la Terra se ne infischia di noi, ci spazza via come e quando vuole, aquilani e cileni lo sanno bene, non è lei ad avere bisogno di noi, siamo noi che non possiamo fare a meno di lei, questo concetto deve essere chiaro. Forse dovremmo prendere esempio, per certi versi, dal pianeta Terra e vivere anche noi in rivoluzione.
Sandro Galanti
WeWrite, anno I, n. 3, marzo 2010





