WeWrite

La rivista che ti ascolta

  • Aumenta dimensione caratteri
  • Dimensione caratteri predefinita
  • Diminuisci dimensione caratteri
Messaggio
  • EU e-Privacy Directive

    Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti, per migliorare la tua esperienza e offrire servizi in linea con le tue preferenze. Chiudendo questo banner, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'uso dei cookie. Se vuoi saperne di più o negare il consenso a tutti o ad alcuni cookie vai alla sezione Cookie Policy.

    Cookie Policy

    Leggi ulteriori informazioni sulla e-Privacy Directive

Home Recensioni Libri Giovanni Nebuloni e il suo nuovo romanzo, Viaggi inattesi

Giovanni Nebuloni e il suo nuovo romanzo, Viaggi inattesi

E-mail Stampa PDF
(3 voti, media 5.00 di 5)

Viaggi inattesi - copertinaDopo "La polvere eterna" (Edizioni di LucidaMente - 2007), "Il disco di Nebra" (inEdition Editrice – 2008), "Fiume di luce" (Il Filo – 2008), "Dio a perdere" (Prospettiva Editrice – 2011), "Il  Signore della pioggia" (Odoya edizioni - 2012), Giovanni Nebuloni - il fondatore della corrente letteraria Fact-Finding Writing - ha pubblicato ora "Viaggi inattesi" (Edizioni Amande). Parliamo con l'autore.

Giovanni, ci puoi parlare della Fact-Finding Writing? Che cos’è esattamente?

Fact-Finding Writing significa scrittura conoscitiva o anche scrivere per conoscere. Perché questa corrente letteraria? Perché tutti noi vogliamo sapere perché siamo qui. Sappiamo che non ci riusciremo mai, eppure speriamo sempre di riuscirci, o di acquisire ulteriore conoscenza. Si pensava di pervenire a qualcosa con la filosofia stretta (morta con Heidegger), con la scienza (già Galileo diceva che la scienza è una lavagna che si scrive alla sera e che si cancella alla mattina e fra cinquanta anni la relatività ristretta e generale, anche la meccanica quantistica saranno almeno in parte confutate). Memore di Edgar Alla Poe e del suo Eureka (e di altri, per esempio Giacomo Leopardi e Lawrence Durrell), ho fondato la corrente letteraria Fact-Finding Writing proprio per questo. A mio avviso, si deve intendere l'essere umano in sintonia con l'intero universo e siccome ciò che ci contraddistingue dal gatto o dal dispositivo artificiale è (stata dall'inizio) la parola, la scrittura può essere un mezzo per comprendere (la scrittura comporta “necessariamente” anche un lettore e un rapporto dinamico lettore-scrittore). Sono convinto che, più che la semplice parola verbale, ciò che ci ha permesso di evolverci è la parola scritta, a partire dai primi ideogrammi, cunei, pittogrammi. Dalla introduzione a Il Signore della pioggia, redatta da Margherita Ganeri, docente di letteratura italiana contemporanea all'Università della Calabria: “Con Fact-Finding Writing allude a un tipo di scrittura di ricerca tendente a porsi come forma di conoscenza pari o forse superiore rispetto ai paradigmi del saggismo filosofico, storiografico o scientifico. La letteratura è sede privilegiata di un’indagine sui significati profondi, ontologici e metafisici, perché ambisce a scoprire una nuova realtà fattuale, smentendo o mettendo in discussione quelle acclarate nella doxa, senza tuttavia presumere di poter mai giungere a risposte incontrovertibili o esaustive.” Analogamente allo scrittore che scrive per riportare in forma più o meno bella eventi reali (penso più a Capote), al manierista che scrive best-seller, a chi scrive per versare sulle pagine (digitali o cartacei) i propri sentimenti o libera la propria fantasia per una produzione che si conclude in se stessa, ecc., io scrivo con l'intento di cercare di conoscere. Anche con trasporto di scienziato, per offrire agli altri qualcosa di assimilabile a un antibiotico per lo spirito, che da qualche parte, ora non so dove, dovrà pur esserci. Nella Fact-Finding Writing c'è anche un ribaltamento di alcuni canoni letterari che affermano “lo stile è tutto”. Io invece privilegio innanzitutto la storia e “visto” che siamo nell'epoca delle immagini, il mio stile tiene d'occhio anche il terzo occhio (il cinema, più che il teatro).

Come nascono i tuoi romanzi?
Dal bisogno di raccontare una storia mai narrata in precedenza.

Pubblichi un romanzo all’anno. È una coincidenza o una volontà?
Ho in mente molte storie e ho tempo per raccontarle.

"Viaggi inattesi". Perché questo titolo? Che tipo di viaggi sono?
Quelli di "Viaggi inattesi" sono viaggi “particolari e comuni”.


Di cosa parla il tuo ultimo romanzo?
Della disgregazione di un’organizzazione criminale internazionale. Protagonista principale è il fado, la musica popolare portoghese, per certi versi equivalente al jazz, ed è ambientato in un paese in provincia di Milano, Lisbona, New York, Montsegur (Francia), Neblina (Venezuela).


Quali sono i tuoi programmi come scrittore?
Ho iniziato il settimo romanzo.



Link del romanzo:

http://edizioniamande.it/index.php?option=com_content&view=article&id=35:giovanni-nebuloni-qviaggi-inattesiq&catid=5:catalogo&Itemid=5


"Viaggi inattesi"

Autore: Giovanni Nebuloni - Casa editrice: Edizioni Amande

ISBN: 8897681093 -- ISBN-13: 9788897681090

Pagine: 210 -- Prezzo: € 14,00