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Home Lettere dai lettori Donne e annunci di lavoro truffa

Donne e annunci di lavoro truffa

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Buongiorno,

vorrei raccontarvi cosa mi è accaduto mandando un curriculum in risposta a un annuncio on line per il ruolo di segretaria part-time.
Premetto che l'annuncio non specificava affatto di mandare foto o altro, veniva solo richiesta una bella presenza. Avere un aspetto curato, giustamente, è considerato un requisito indispensabile per chi sta costantemente a contatto col pubblico e  rappresenta la società per cui lavora. Dopo aver allegato il curriculum, ho ricevuto una risposta a dir poco sconcertante: mi si faceva intendere, in poche parole, come dall’annuncio fosse "desumibile" che quest’offerta non fosse rivolta a persone laureate come me, che sicuramente miravano ad altro che a fare la segretaria part-time.
Detto ciò, mi offrivano comunque un'altra chance, se così si può dire: se davvero fossi stata interessata (e, aggiungo io, non avessi mandato il curriculum a occhi chiusi come forse loro pensavano), avrei dovuto mandare una foto per dimostrare di essere bella e "procace", perché il fattore "determinante", usando le loro parole, era l'aspetto fisico; solo allora avrebbero "valutato" e mi avrebbero fatto sapere. A questo punto la mia irritazione cresceva sempre di più e, dopo aver domandato se stessero cercando una segretaria o un altro tipo di “figura”, mi è stato risposto seccamente: «Nessuno l'ha cercata e nessuno la vuole!»

A noi giovani laureate non va più di sentire ledere la propria dignità e venire insultate e offese solo per aver risposto a un annuncio di lavoro. Mi sento demotivata e a volte penso che trovino lavoro sempre e soltanto coloro che si mostrano – per così dire – “disponibili”. Ritengo comunque inconcepibile che esistano persone che propongano queste modalità di “selezione” dei candidati.

Grazie per l’attenzione,

Caterina

 

***

Vignetta Risorse Umane - Di Ciro Forte

di Sara Sirtori

 

Cara Caterina,

ogni giorno su internet vengono pubblicate migliaia di offerte di lavoro, e purtroppo, se non si sta attenti, ci si può imbattere in “fregature” o addirittura in vere e proprie truffe.

Alcuni annunci non sono in realtà offerte di lavoro, bensì specchietti per le allodole, dietro cui si nascondono subdoli stratagemmi che mirano a sfruttare la buona fede di chi è alla ricerca di un lavoro, soprattutto se si tratta di giovani donne.
La cronaca di questi giorni ci ha fatto riflettere sulla questione della dignità della donna.
Da un lato giornali, tv e pubblicità ci hanno abituati a modelli di donne viste come beni di consumo, disposte a vendersi in cambio di qualche migliaio di euro.

Dall’altro lato però, ci sono donne laureate che si impegnano, si sacrificano, studiano, lavorano e conciliano il lavoro con la vita familiare. E, come dici giustamente anche tu, queste donne non sono più disposte a tollerare di essere trattate come oggetti. È importante ricordarsi sempre che la libertà e la dignità sono beni preziosi che, una volta conquistati, vanno continuamente difesi.

10 consigli per riconoscere un lavoro-truffa

1) L'annuncio è forma anonima (ricordiamo che in Italia è illegale pubblicare annunci di lavoro in forma anonima – art. 9 dlgs. 276/2003)

2) L'offerta arriva all’interno di un’e-mail non richiesta in cui vi si chiede l’inserimento dei dati personali: spesso è un tentativo di phishing

3) L'annuncio non spiega che lavoro si offre, c'è solo un invito a contattare qualcuno per saperne di più

4) Non viene menzionato il nome dell'azienda (ricordatevi però, che questa riservatezza è la prassi nelle agenzie interinali, autorizzate dal Ministero del Lavoro)

5) Spesso non si parla di "stipendi" o "retribuzione", ma solo di "guadagni" generici

6) Non si fa riferimento alle competenze del candidato, ma si dice che “tutti” potrebbero fare quel lavoro (es. unico requisito: "volontà di impegnarsi" o di "costruirsi un futuro")

7) L'annuncio riporta come contatto solo un numero di cellulare, o un account msn/skype, o un indirizzo e-mail generico invece di uno aziendale

8) Informatevi sull'azienda e sul lavoro per cui vi state candidando: chiedete chiarimenti su ogni vostro dubbio (o sospetto)

9) Chiedete sempre i riferimenti delle persone con cui parlate: nome, cognome, telefono, ruolo in azienda

10)  Prima di cominciare qualsiasi incarico, è un vostro diritto ricevere una copia scritta del contratto, timbrata e firmata dal datore di lavoro.

Sara Sirtori

WeWrite, anno II, n.3, marzo 2011

 

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