La nave Concordia, quante volte questi giorni l’abbiamo sentita nominare. È la notizia che fa notizia in ogni angolo del mondo. Immagini indimenticabili che entrano nelle intercapedini dell'anima, della mente e del cuore. Tra pianti, polemiche e ricordi, i giorni passano perdendo quel briciolo di speranza di ritrovare un alito di vita, in quel relitto ormai adagiato ai piedi di un’isola indimenticabile. Nomi e volti che non avranno più voce, dispersi in quei cunicoli mortali.
Quella bimba... che aveva indossato il vestito da principessa per andare a cena con il suo papà, quel signore che è stato ritrovato mentre ancora stringeva la borsetta della moglie, mentre lei si salvò miracolosamente. Tanti altri destini posti in mano ad un uomo che per una folle decisione ha sconvolto la vita di tante persone. Sono dipinti come eroi coloro che sulla nave hanno sfidato la morte, aiutando più che potevano in quel momento tragico. Gli abitanti dell’Isola del Giglio, come angeli custodi hanno preso cura di tutte quelle anime disperse nel buio di quella fredda notte, regalando quel sorriso dove avere vita sembrava utopia, insegnando altruismo, affetto e amore.
Santy Giuliano
WeWrite, anno III, n. 2, febbraio 2012






