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Quando la nebbia si sveglia insieme alla città

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Quando la nebbia si sveglia insieme alla città, il tram perde le sue forme spigolose, le rotaie si fanno strada a poco a poco e la luce gialla del semaforo brilla nascosta dalla brina. Guardo nello specchietto e la vedo seduta lì, al solito posto, da una parte la ragazzina con le trecce rosse e lo zainetto e dall'altra l'uomo grasso che chiude gli occhi con il quotidiano arrotolato nella tasca della salopette.
Lei è lì, come la prima volta che l'ho vista, come quando mi ha chiesto qual era la fermata per il cimitero, come quando le ho chiesto di uscire, di sposarmi, se mi amava, se mi tradiva. Lei è lì anche dopo la faccenda del coltello, la vedo dallo specchietto come il giorno prima al funerale, prima che avvitassero e chiudessero la bara a doppia mandata, casomai cambiasse idea. Lei è lì, confusa fra la nebbia che entra dai finestrini, mi guarda in silenzio e sembra solo dirmi io ti aspetto, amore. Io ti aspetto.

Ivan Libero Lino

WeWrite, anno II, n. 10, novembre 2011