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Home Tecnologia Steve Jobs vs Richard Stallman: #SteveWorkers

Steve Jobs vs Richard Stallman: #SteveWorkers

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Il contrappasso può essere virtuale? Sì, certo. Se poi riguarda il recentemente scomparso guru della comunicazione informatica moderna Steve Jobs probabilmente non potrebbe essere altrimenti. In questo caso oltre che virtuale è anche virtuoso, mi riferisco al fenomeno #SteveWorkers.

Il perché chiamarlo un vero e proprio contrappasso per il defunto papà della Apple è conseguenza naturale derivata dalle parole dello stesso Workers: «Think different: billionaires are not on your side. Stay foolish: fight capitalism. Stay hungry: eat the rich.» (http://steveworkers.tumblr.com/).

Questo collettivo che non può fare a meno di ricordare gli ormai celeberrimi Luther Blissett e Wu Ming, ma per ora non è assimilabile o tanto meno confondibile coi suoi predecessori, questo esempio di contro narrazione, come viene definito, non ha volto perché ha la faccia di tutti, può essere dappertutto perché non è da nessuna parte e ambisce a rappresentare quella voce spesso sorda e monca che è la parola della gente.

A ognuno il suo Tron - Chi invece mette la faccia dietro a parole che vanno tutt'altro che alla buona memoria del mentore di Cupertino è Richard Stallman, presidente della Free Software Foundation, che da sempre aveva manifestato la sua avversità nei confronti della casa produttrice dei Macintosh;  «Come il sindaco di Chicago, Harold Washington, disse del corrotto precedente sindaco Daley, non sono felice che sia morto, ma sono felice che se ne sia andato.» con questa citazione il paladino del software libero ha commentato la dipartita di Jobs sul suo sito www.stallman.org. Di sicuro non  è solo, ma una delle voci del coro che sta fuori dal coro. La rete lo celebra spontaneamente e naturalmente on line attraverso tutti i social network, Tim Cook, attuale amministratore delegato della Apple, annuncia la commemorazione ufficiale datandola 19 ottobre, non certo un instant share.

Tutto contro tutti – La mia non vuole certo essere una manifestazione da sindrome del salmone, per carità, però mi sono abituato, quasi costretto dall'eccessiva univocità dell'informazione e della comunicazione mediatica, a cercare pareri diversi da quelli mainstream e lo stesso ho fatto per quanto concerne Jobs. Scrivo da un Mac e sono possessore di un iPhone, so perché ho scelto questi prodotti e non nego la mia stima per il loro ideatore né però la reputo condizione sufficiente per ritenere la persona e le sue opere esenti dall'essere oggetto di un costruttivo spirito critico; ho sempre creduto che dubitare e tentare di fugare i propri dubbi attraverso la considerazione della massima pluralità delle opinioni disponibile, fosse una cosa giusta, perciò l'ho fatto anche questa volta. Stay hyngry, stay foolish. Think different.


Sandro Galanti

WeWrite, anno II, n. 9, ottobre 2011