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Home Tecnologia Twitter: la mappa dell’umore globale

Twitter: la mappa dell’umore globale

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TwitAttraverso i “tweet”, i brevi messaggi pubblicati su Twitter composti al massimo da 140 caratteri, è stata definita la mappa mondiale dell’umore. Ciò è stato reso possibile grazie a una ricerca cross- cultural, condotta da due ricercatori statunitensi della Cornell University, Golder Scott e Michael Macy,  pubblicata su Science che ha preso in esame oltre 500 milioni di tweet nell’arco di due anni, postati da 2,4 milioni di utenti di 84 differenti nazioni. Con un monitoraggio costante dei “cinguettii” si è disegnata una mappa dell’umore globale e si è osservato che, al di là delle differenze di cultura, nazionalità, religione, le persone di tutto il mondo avrebbero cambiamenti di stato d’animo simili.

Di che umore è il mondo? – Emerge dai tweet che la gente è più felice al mattino presto e poco prima di mezzanotte e nei week-end: ciò suggerisce che gli stati emotivi vengano influenzati dallo stress legato al lavoro. In generale, secondo lo studio, ci si sveglia di buon umore, ma poi il nostro stato d’animo va scemando nel corso della giornata, per poi migliorare verso sera. Si legge nel New York Times: «Il tono emotivo dei messaggi delle persone segue un andamento simile, non solo durante il giorno, ma anche durante la settimana e le stagioni. La nuova analisi suggerisce che i nostri stati d’animo sono guidati, in parte, da una condivisione di fondo del ritmo biologico che trascende la cultura e l’ambiente».

Twitter: follow me

Gli stati d’animo sono dunque influenzati da ritmi socio-culturali più che individuali? Bisogna usare cautela nel rispondere a questo interrogativo, facendo riferimento a uno strumento complesso e delicato come Twitter. Dan Gilbert, psicologo di Hardvard,  sostiene che: «I tweet possono dirci di più su ciò che il tweeter pensa che il follower voglia sentire, piuttosto che su ciò che il tweeter realmente prova. I tweet, in breve, non sono un semplice riflesso dello stato emotivo della persona in un preciso momento e non dovrebbero essere presi così alla lettera».

Lo studio sociologico ha preso in esame 509 milioni di tweet in inglese, inviati in un periodo di tempo compreso tra il febbraio del 2008 e il gennaio del 2010. È stato analizzato il testo di ciascun tweet attraverso l’uso di un software che associa alcune parole a stati d’animo positivi o negativi, includendo le cosiddette “faccine”. Dall’analisi dei contenuti digitali, i sociologi sono d’accordo nell’affermare che il sistema debba ancora essere messo a punto, in quanto le emozioni trasmesse su Twitter sono spesso ricche di sarcasmo e ironia, sfumature che il software, naturalmente, non è in grado di cogliere.

Sara Sirtori

WeWrite, anno II, n. 9, ottobre 2011