Signori… si scommette! – Un nuovo polverone si abbatte sul nostro calcio (già polveriera): ne avevamo bisogno. Prendiamo un ex calciatore (ovviamente famoso), più qualche illustre sconosciuto, e trasformiamoli nei manipolatori del campionato italiano. La nuova vicenda del calcioscommesse è tutt’ora in corso, ma si può affermare con una discreta certezza che i personaggi coinvolti non abbiano la capacità di indirizzare alcun evento calcistico. Perlomeno, non ad alti livelli. Sembrano più comparse da film come Febbre da cavallo. Nei bassifondi, invece, queste storie nascono, muoiono e rinascono all’infinito, e non c’era bisogno di bande di bolognesi, milanesi o zingari per indirizzare le partite in un modo o nell’altro. Signori, Paoloni, Erodiani, Pirani valgono quanto Trinca e Cruciani? Non è mica come nel 1980…
Vicenda calcio scommesse – Inutile rimanere con la bocca aperta e gli occhi strabuzzati. Non è la prima la prima volta che si verificano scandali di questo tipo. Nel 1980 è esploso il primo caso, quello appunto nato dalla denuncia di Trinca e Cruciani, con Milan e Lazio retrocesse in Serie B, squalifiche a molti (noti) calciatori e tanto marcio occultato. Poi, a cicli, questo morbo si è ripresentato nel 1986, 2001, 2006. Vi è una sostanziale differenza tra il primo scandalo e questo teatrino mediatico: allora scommettere su singole partite era vietato, c’era il Totocalcio e nient'altro. Oggi, il panorama delle scommesse legalizzate è sconvolgente, in rapporto a trent'anni fa. Qualche moralista (magari anche in buona fede) ha ipotizzato un ritorno al passato, ma appare quantomai logico che abolire le scommesse non servirebbe a niente.
Responsabilità dei media – Prendiamo per buona l’inchiesta partita dalla Procura di Cremona: si è scoperto che qualcosa non va, quindi è giusto indagare. E qui ovviamente entrano in gioco i media, che una volta terminato il campionato non sapevano di cosa parlare. Diciamolo francamente: senza Mondiali o Europei e con l’argomento “calciomercato” che ormai viene discusso ogni giorno, questa estate rischiava di essere molto poco calcistica, con conseguenze negative per giornali, televisione e radio. Occorreva, perciò, trovare qualcosa di esclusivo, che consentisse immediatamente al tifoso di riattaccare la spina al suo sport preferito. E così, la gogna (mediatica) è scattata. Grosse squadre di Serie A coinvolte, giocatori plurimiliardari coinvolti: un giorno De Rossi, un altro Totti… Qualsiasi cosa si sentisse nelle intercettazioni degli indagati, autorizzava a sparare un bel titolone in prima pagina, per vendere più copie o fare più ascolti. Tranquilli, vedrete che ne verranno fuori ancora delle belle.
Mauro Blasi
WeWrite, anno II, n. 7, luglio 2011





